'Non c'è sicurezza senza diritti' - manifestazione antirazzista
Il nuovo pacchetto sicurezza, le misure adottate nei confronti dei Rom, la grande difficoltà ad ottenere permessi di soggiorno per lavoro, i pesanti ostacoli burocratici...i motivi per manifestare non mancano agli immigrati, anche a Napoli...
Testo e foto di Davide Gaudieri
"Pomeriggio di venerdì 11 luglio, piazza Garibaldi. Sono molte le sigle aderenti alla manifestazione promossa dalla Rete Antirazzista Campana a sostegno degli immigrati, la più visibile è soprattutto la CIGL.

All’assembramento, pochi italiani, i manifestanti sono perlopiù i diretti interessati, gli extracomunitari, provenienti soprattutto dal Senegal e dal Bangladesh; ma non mancano rappresentanti di altre comunità presenti a Napoli.
Dopo aver raggiunto un certo numero di persone, il corteo si incammina: si possono contare circa 500 manifestanti, e su molti visi si legge preoccupazione per un destino sempre più incerto. Il corteo tra le altre cose contesta anche la raccolta di impronte digitali nei confronti dei Rom decisa dal governo in questi giorni. Ma si oppone soprattutto ad alcune norme previste dal pacchetto sicurezza, tra cui l’introduzione del reato di clandestinità, il sequestro degli immobili affittati ad immigrati clandestini, l’aumento di pena per questi ultimi in caso commettano reato, l’inasprimento delle condizioni per il ricongiungimento familiare.

Viene anche invocata una sanatoria per le centinaia di migliaia di extracomunitari presenti in Italia, lavoranti, ma privi di permesso di soggiorno.

Meta della manifestazione è piazza Trieste e Trento, dove ad opera di alcuni attivisti è stata organizzata una raccolta spontanea di impronte digitali, da consegnare alle autorità, sempre in segno di protesta contro l’iniziativa nei confronti dei Rom. In tre ore le impronte raccolte sono circa 2000, secondo uno degli addetti.

Tra i molti partecipanti al corteo c’è un immigrato pakistano, clandestino, che racconta di lavorare in Italia da 7 anni, e che presto riuscirà finalmente a tornare nel suo paese per rivedere la moglie ed i figli. C’è una volontaria della Caritas, che racconta l’assistenza messa in opera con i Rom a Ponticelli, tra accompagnamento scolastico, assistenza sociosanitaria e attività ricreative in parrocchia. Ma anche stranieri regolari come un uomo di origine cinese residente in Italia da vent’anni, che lavora come mediatore culturale. I suoi connazionali, circa 10000 tra Napoli e provincia, non tutti dotati di permesso di soggiorno, ma tutti diligenti lavoratori, negli ultimi sei anni sono diventati bersaglio della malavita nostrana, subendo racket e rapine. Un esempio ulteriore, se ce ne fosse bisogno, di come i diritti dei tanti onesti immigrati, regolari o clandestini, che abitano e lavorano nel nostro paese, non siano sufficientemente tutelati".

Testo e foto di Davide Gaudieri
13 / 07 / 2008