Acerra, agricoltori in crisi e comitati contro l'inceneritore
Gli agricoltori e i comitati civici manifestano domani ad Acerra, contro l’ordinanza sulle ecoballe di Prodi e per chiedere una veloce riconversione delle coltivazioni nei campi vicini ai nuovi siti di stoccaggio dei rifiuti, dove le produzioni alimentari sono irrimediabilmente compromesse, portando alla rovina intere aziende.
Domani, sabato 15 marzo, a partire dalle 16,30 da piazza duomo ad Acerra sfileranno i comitati civici per protestare contro l’ultima orinanza del Pesidente del Consiglio uscente Prodi che consente di bruciare tutte le ecoballe inquinanti e non a norma all’interno dell’inceneritore in costruzione.
Ma anche per evidenziare la situazione disperata degli agricoltori della zona, che due giorni fa esasperati hanno bloccato con i trattori i camion diretti al sito di stoccaggio in località Pantano, di fronte al futuro inceneritore.
“I nostri prodotti sono buoni, ma nessuno li vuole più, siamo rovinati”, dicono gli agricoltori. Di fatto la collocazione nell’area del nuovo sito di stoccaggio di rifiuti ha determinato la fortuna di pochi – quelli che hanno venduto i terreni per fare posto ai rifiuti – e la rovina di molti.
Chi continua a coltivare insalate, patate e tabacco nascono ai margini delle piramidi di rifiuti sembra avere al momomento poche speranze. Chi legge Acerra sull’etichetta degli ortaggi ai mercati non li compra più, ed una riconversione della produzione verso coltivazioni non alimentari sembra essere l’ultima via d’uscita per le piccole aziende, spesso a conduzione familiare.
Il colloquio degli agricoltori con il Commissario De Gennaro non sembra essere servito a molto, e la loro protesta continua in attesa di un nuovo incontro con la Regione.
Spiega il direttore campano di Coldiretti, Vito Amendola: “È necessario attivare risorse capaci di garantire la difesa delle risorse territoriali, la riqualificazione delle aree contaminate e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari”.
"Ci siamo resi conto - ha detto Tommaso Esposito, portavoce dei comitati contro l'inceneritore - che De Gennaro è stato mandato a Napoli solo per ripulire le strade della Campania. Ma si continua a passare sulla pelle della gente, e pur di trovare chi completi e gestisca l'impianto di incenerimento che nessuno vuole, Prodi, per rendere appetibile la gara, ha prima regalato gli incentivi Cip6 e poi le ecoballe non a norma da bruciare" (Ansa).
L’operazione di Prodi sembra essere però riuscita se in questi giorni le banche cominciano ad interessarsi all’impianto di Acerra.
La Banca infrastrutture innovazione e sviluppo, gruppo Intesa San Paolo, si è già fatta avanti dicendosi pronta a finanziare il completamento del termovalorizzatore di Acerra e la realizzazione degli altri impianti previsti in Campania.
Lo ha annunciato l´ amministratore delegato di Biis, banca del gruppo Intesa Sanpaolo specializzata nel public finance, Mario Ciaccia, che ha espresso l’auspicio di “fruttuosi contatti´´ con il commissario straordinario per l´ emergenza rifiuti Gianni De Gennaro. ´´Faremo i salti mortali per assicurare i finanziamenti - ha aggiunto Ciaccia - finora non abbiamo partecipato perche´ il bando di gara per il completamento precedente, andato deserto, non era bancabile´´.
Per il resto, a terra a Napoli restano ancora più di 2000 tonnellate di spazzatura, e il contenimento della crisi è affidato ancora una volta ai treni diretti verso la Germania. Sembrerebbe infatti che il Commissario De Gennaro a questo proposito sia riuscito a superare l’ostilità di alcuni land tedeschi, e ad ottenere un buon prezzo: 200 euro a tonnellata tra smaltimento e trasporto, contro gli attuali 220 (Il Mattino). Per la conferma bisognerà però aspettare le offerte ufficiali di Bde e Itad, i due consorzi che raggruppano le maggiori imprese tedesche del settore. In Italia invece la Lega Nord ha già annunciato una serie di iniziative nei per bloccare i camion di rifiuti campani diretti alla discarica genovese di Scarpino.
La prossima settimana dovrebbe anche entrare in funzione il sito di Marigliano, la cui messa a punto è stata rallentata dalla pioggia, e dovrebbero essere disponibili i risultati completi delle analisi di fattibilità per i siti di Sant’Arcangelo Trimonti e Savignano Irpino.
Nel frattempo il funzionamento dei Cdr è ancora zoppicante: martedì si sono fermati quelli di Caivano e di Santa Maria La Fossa che hanno avuto bisogno di essere liberati dalla fos in sovraccarico. Ma i sindacati dei lavoratori degli impianti hanno sottolineato, anche durante l’incontro con il prefetto, che non andranno avanti con la lavorazione se non in condizioni di assoluta sicurezza. 14 / 03 / 2008