Acerra contro Prodi, Comune e Provincia di Napoli contro Bassolino e gli altri imputati
Guerra tra enti locali e nazionali, o tra le stesse istituzioni locali e alcuni suoi rappresentanti, nel tentativo di opporsi a soluzioni arbitrarie e dannose della crisi rifiuti (nel primo caso), o per cercare di separare le responsabilità dei singoli da quelle istituzionali (nel secondo). Intanto città e provincia affondano.
La giunta comunale di Acerra ha deliberato di impugnare davanti al Tar del Lazio l'ordinanza con la quale il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha autorizzato a bruciare nel termovalorizzatore in costruzione anche le ecoballe fuorilegge e inquinanti prodotte finora negli impianti Cdr campani.
Il sindaco di Acerra Espedito Marletta si dice “dispiaciuto” del fatto che proprio Romano Prodi, in passato alla guida della Commissione Europea, continui ad infrangere norme del diritto europeo, “esponendo il paese ad un ulteriore sopruso democratico ed ambientale”.
Il comune di Acerra aveva già impugnato l'ordinanza che autorizza le agevolazioni tariffarie per la vendita dell'energia elettrica del provvedimento Cip6, applicando cioè all’inceneritore agevolazioni previste per incentivare le energie pulite, e sta valutando se agire in sede penale o presso la Commissione Europea.
Anche a Napoli le istituzioni cercano di salvare il salvabile. Dopo Regione Campania, anche il Comune di Napoli si costituirà parte civile contro Bassolino e tutti gli altri imputati nel processo sui rifiuti che si aprirà il 14 maggio prossimo. «Una decisione umanamente sofferta», ha commentato il sindaco Rosa Russo Iervolino. E a breve seguirà la Provincia. Il vicepresidente della Provincia di Napoli, Antonio Pugliese ha annunciato che domani, nel corso della riunione di giunta, l’ente delibererà la costituzione di parte civile nel processo sulla gestione dei rifiuti.
Il Consiglio comunale di ieri avrebbe dovuto deliberare sulla differenziata. Ma la riunione non sembra essere stata particolarmente condizionata dalla minaccia del nuovo commissariamento che scatterà se il Comune non approva il piano entro l’8 marzo. La discussione è stata infatti aggiornata a domani, perché non c’era accordo tra i partiti.
Nel frattempo la città è di nuovo, forse più di prima, letteralmente assediata da cumuli di rifiuti, anche in molte zone del centro che prima erano state – ingiustamente o giustamente – preservate, relegando la problematicità in provincia. Case, scuole, ospedali, uffici, alberghi, negozi, da Pozzuoli a Quarto, da piazza Municipio a via Toledo – tutti sono circondati e intralciati dai sacchetti, o potrebbero esserlo a breve. Una situazione che, se non risolta prima dell’estate, potrebbe aprire a scenari realmente apocalittici dal punto di vista sanitario .
Ma gli impianti di Cdr rimangono bloccati, e i siti di stoccaggio al limite della capienza.Ieri notte il Commissario straordinario Gianni De Gennaro ha prorogato per altri cinque giorni l’utilizzo temporaneo del sito di stoccaggio di Taverna del Re a Giugliano.
Lucia De Cicco, la donna che alcuni giorni fa si è data fuoco proprio per protestare contro la riapertura del sito sta proseguendo lo sciopero della fame. Alcuni manifestanti di Giugliano hanno organizzato nel pomeriggio un sit-in vicino al Cardarelli, dove si trova ricoverata la donna, che avrebbe rifiutato, secondo i familiari, anche l’alimentazione tramite flebo prescritta dai medici.
A Salerno intanto si procede sulla strada del termovalorizzatore. E’ stata firmata ieri l’intesa tra Antonio Bassolino e il sindaco Enzo De Luca, e il cantiere potrebbe essere aperto già a settembre. Già stanziato il capitale necessario: settantacinque milioni di euro dal Fondo aree sottoutilizzate e fondi europei della programmazione 2007-2013. Il sindaco di Salerno Enzo De Luca ha fatto sapere che allestirà il suo ufficio all'interno dell'impianto, in modo tale da dimostrare ai cittadini “che non c’è da temere alcun rischio”.
Nonostante dopo il recento rimpasto la giunta regionale si dimostri molto attiva, le mancate dimissioni di Bassolino fanno sentire il loro peso, sia a livello nazionale (con gli appelli di Veltroni che lo invita a “fare la cosa giusta”) sia a livello locale, dove quotidianamente politici e intellettuali, pro o contro l’attuale Presidente della Regione, cercano di convincerlo a farsi da parte, anche per evitare pesanti conseguenze politiche alle prossime elezioni. Ma Bassolino rimane al suo posto, ritenendo di essere stato condannato prima del tempo e senza giusto processo, e procede tra autodifesa e parziali ammissioni di responsabilità. D’altra parte le dimissioni non possono essere imposte. Anche se, in una situazione in cui la Giunta regionale si è costituita parte civile contro il suo Presidente, e i cittadini minacciano di non votare alle prossime elezioni, la sua carica sembra sempre più difficilmente difendibile.
05 / 03 / 2008