Alitalia, giornata di proteste a Napoli prima dell'abbandono definitivo di Air France
Sono ormai saltate definitivamente le trattative di acquisto tra Alitalia e Air France-Klm; e anche a Napoli si sono fatte sentire le diverse fasi di una giornata di tensione culminata con la sospensione in Borsa del titolo Alitalia.
A Napoli hanno protestato per diverse ore, all’aereoporto di Capodichino, i lavoratori dell’Atitech, società che gestisce uno dei più grandi centri di manutenzione di aeromobili italiani.
I lavoratori della società sono mobilitati da settimane, a partire dal momento in cui la compagnia francese aveva reso noto di essere interessata soltanto ad una minima parte dei servizi di manutenzione e delle attività a terra di Alitalia e delle aziende dell’indotto, una posizione che avrebbe determinato per centri come quello della Atitech la perdita della stragrande maggioranza delle commissioni.
Circa 250 dipendenti dell’Atitech hanno quindi occupato durante la giornata la pista dell’aeroporto di Capodichino, con la conseguenza di grosse tensioni con gli agenti in assetto antisommossa, anche se i danni alle partenze e agli arrivi di aerei sono stati minimi. Poco dopo aver liberato la pista, i lavoratori hanno poi occupato per un’altro paio d’ore il viale d’accesso all’aeroporto. Il blocco era stato poi sospeso quando i sindacati nazionali avevano rassicurato i lavoratori riguardo al fatto che l'Atitech sarebbe rimasta nel nuovo "perimetro aziendale” Alitalia.
Ma in serata la trattativa è fallita definitivamente, dopo che la compagnia francese ha rifiutato la contro-proposta avanzata dai sindacati.
Il dirigente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta aveva infatti subordinato l’acquisto di Alitalia al raggiungimento di un accordo con i sindacati rappresentativi della maggioranza del personale di terra e di volo, il cui termine scadeva oggi. I sindacati avevano infatti respinto sia la prima che la seconda stesura dell’offerta presentata da Air France, presentando a loro volta una controfferta, che per Spinetta non sarebbe però “accettabile".
Nonostante il forte interesse del colosso d'oltralpe nei riguardi del mercato italiano, la controproposta dei sindacati "volta a mantenere nel perimetro di Alitalia attività pesantemente deficitarie", cioé quelle di terra, "é incompatibile con l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività" ha spiegato il gruppo franco-olandese.
Le otto sigle sindacali chiedevano che non venissero chiuse le attività cargo e che fosse dismesso un numero inferiore di aerei, ma anche che la finanziaria del Tesoro Fintecna partecipasse all'aumento di capitale previsto con una quota di minoranza e conferisse l'intera quota (49,4%) che possiede in Alitalia servizi alla "Nuova Alitalia".
Sarebbe stato proprio questo punto, con la prospettiva di una percentuale troppo alta della presenza dello Stato italiano tramite Fintecna nella holding, a far dire di no a Spinetta.
Il rischio commissariamento della compagnia si fa a questo punto più reale; il presidente e amministratore di Alitalia Maurizio Prato ha rassegnato le dimissioni e per domani alle 13 è convocato il consiglio di amministrazione: sulla base delle decisioni del cda spetterà poi all'azionista di maggioranza, cioé il ministero dell'Economia, prendere eventuali misure.
02 / 04 / 2008