Biùtiful Cauntri - il documentario sui rifiuti che tutti dovrebbero vedere
In anteprima solo lunedì 14 gennaio al cinema Modernissimo a Napoli, ma si spera possa arrivare presto nelle sale. E' "Biùtiful Cauntri", il documentario asciutto e d'impatto che ricostruisce il ciclo perverso di smaltimento illegale di rifiuti ordinari e tossici in Campania.
Ci sono tutti gli elementi principali che ci dovrebbero essere: a partire dalle intercettazioni delle voci degli imprenditori del Nord che si accordano per sversare in Campania scarti industriali tossici a poco prezzo, facendo bene attenzione che gli abitanti locali "non rompano le palle" e si facciano avvelenare in pace.
Ci sono i terreni agricoli che continuano a rimanere al loro posto, dove si coltiva forse da centinaia di anni, solo che a fianco, a pochi metri, è facile scoprire discariche abusive di amianto o fanghi velenosi neanche tanto ben nascosti. Ma da quelle terre continuano arrivare i pomodori e la frutta sulle nostre tavole, e sui prati avvelenati pascolano bufale e pecore che muoiono ormai una dopo l'altra, per aver mangiato chili di diossina.
E se tanto quanto ci si aspetta che le discariche abusive, in quanto tali, siano irregolari e potenzialmente criminali negli effetti, la tragedia è che, come ha confermato più volte la magistratura negli ultimi anni, i siti di smaltimento "regolari" dei rifiuti non versano in condizioni migliori: impianti non a norma che producono materiali altrettanto velenosi per i terreni circostanti. Motivi per i quali la Fisia e la Fibe (il cui capitale è composto da società come la Impregilo, controllata dalla famiglia Romiti, la Fiat, la Bagcok e la Evo Obehuasen), che hanno gestito a partire dal 2000 in esclusiva il sistema di smaltimento dei rifiuti in Campania, sono iscritte a partire dallo scorso anno nel registro degli indagati della procura di Napoli, accusate di non aver mai gestito gli impianti secondo le norme. Ma nonostante l'idagine abbia portato ad un sequestro preventivo dei capitali delle aziende, queste continuano a mantenere l'appalto esclusivo per lo smaltimento, date le condizioni di “perenne emergenza”, nell’attesa di un nuovo bando di gara.
A guidare gli spettatori in questo inquietante paeseggio è un educatore ambientale, che con rabbia e precisione porta gli operatori sul posto a vedere, punto per punto, tutte le discariche abusive e “regolari” che hanno martoriato la sua terra, soprattutto nella zona tra Villaricca, Acerra e Giugliano. Mentre il magistrato di S. M. Capua Vetere aiuta a ricostruire i fili dell'operato di questa nuova camorra, che fa affari con le imprese del nord; una camorra pulita di colletti bianchi che però fa più morti così che in qualunque altro modo. E poi i pastori e i contadini avviliti, che si chiedono senza più speranza: ma la politica che fa?
Il film di Esmeralda Calabria (montatrice per Moretti, Placido, Piccioni, Archibugi), Andrea D'Ambrosio (autore di "Pesci combattenti", documentario sui maestri di strada) e Peppe Ruggiero (curatore del rapporto Ecomafie di Legambiente Campania) dice molte cose già note. Ma le mette insieme in una maniera efficace - pulita ed essenziale e allo stesso tempo ricca di contenuti pregnanti, sostenuti da ottime immagini e sonorità. Al Festival del Cinema di Torino il documentario ha avuto la menzione speciale della giuria. Ma il più grande riconoscimento sarebbe arrivare al grande pubblico.
14/ 01 / 2008