Bollettino rifiuti: ancora scontro istituzionale su Chiaiano
Contino lo scontro istituzionale tra i rappresentanti dell'VIII Municipalità, i sindaci dell'area circostante la cava prescelta come nuova discarica, e il sindaco e il Commissariato ai rifiuti. Nel frattempo la raccolta è quasi del tutto ferma, se non fosse per i treni per la Germania...
L’atteso vertice di ieri tra i comitati e i sindaci in lotta contro la discarica da una parte, e lo staff guidato dal commissario ai rifiuti De Gennaro, non ha prodotto per ora nessun passo avanti. E il quartiere di Chiaiano si barrica sempre più, opponendo un netto rifiuto ai tecnici incaricati di analizzare i suoli della cava prescelta per la discarica. Il Commissariato avanza la richiesta di farli passare, per “rassicurare la popolazione con i risultati dei sondaggi sui terreni”. Ma per i sindaci dei comuni circostanti, i rappresentanti dell’VIII munucipalità e il Comitato contro la discarica questo significherebbe riconoscere la possibilità della realizzazione della discarica, per cui la risposta resta no. ”La nostra opposizione rimane netta, anche se apprezziamo il dialogo di De Gennaro, e chiediamo ai concittadini di svolgere una protesta pacifica”, riassume Carlo Migliaccio, consigliere comunale, e aggiunge: “Sappiamo che il commissario è stato spinto dalla mancanza di disponibilità di Avellino a individuare un sito alle porte di Napoli”. Secondo alcuni partecipanti all’incontro gli stessi uomini di De Gennaro avrebbero affermato che “per salvare il caciocavallo avellinese siamo costretti ora a fare la guerra civile con i manifestanti di Napoli” (La Repubblica).
Prima dell’incontro con De Gennaro, nella tarda mattinata, il presidente e i consiglieri della municipalita' di Chiaiano hanno occupato per protesta l'Aula del Consiglio comunale dove era in corso di svolgimento una seduta con all'ordine del giorno proprio il problema dei rifiuti, che secondo informazioni precedenti avrebbe dovuto tenersi invece lunedì prossimo. Ma nonostante il cambio di data la protesta è arrivata comunque in aula, sospendendo la seduta per circa un’ora e mezza, finchè ai manifestanti non e' stato assicurato un incontro con il vicesindaco Sabatino Santangelo.
Nel pomeriggio due i cortei organizzati ieri nelle strade tra Chiaiano e Marano. Il primo organizzato dai disoccupati, che chiedono inserimento lavorativo contando sulle mansioni che deriverebbero da un’aumento della raccolta differenziata, se davvero fosse realizzato il principio di “più differenziata, meno discariche”, come recitano gli striscioni del corteo.
Il secondo, a Marano, con un nutrito raggruppamento di cittadini torna ad opporsi con forza e specifacamente alla discarica a Chiaiano. E in testa vede addirittura l´assessore regionale Corrado Gabriele e l´ex parlamentare della Sd Francesco Caruso, che testimoniano ancora una volta la posizione non chiara ed univoca degli schieramenti politici di cui fanno parte riguardo alla questione discarica.
Nel frattempo i rifiuti rimangono a terra in quantità crescente. E tutti i politici locali aspettano ormai soltanto l’opertività del nuovo Governo in carica ufficialmente da ieri, per risolvere la crisi. Come riconosce il Governatore Bassolino, “non siamo affatto vicini alla soluzione strutturale della crisi. Si sta lavorando intensamente, ma non siamo vicini alla soluzione”.
Il sito di Ferrandelle rimane ancora parzialmente sotto sequestro della magistratura di Santa Maria Capua Vetere dal 29 aprile, date le irregolarità riscontrate nella modalità di stoccaggio e nella tipologia di rifiuti presenti, e questo limita le possibilità di smaltimento di Napoli e del casertano, così come resta ancora chiuso l’altro sito sequestrato, quello per le balle a Pianodardine, facendo emergere difficoltà nella raccolta anche per l´avellinese. Mentre l’unica grande discarica definitiva in funzione, quella di Serre, rischia la saturazione. E poiché un piano che risolva definitivamente la crisi, come ammette Bassolino, è ancora lontano, e i bidoni della differenziata, quando ci sono, per giorni non vengono svuotati, l´unica via di fuga dal disastro che continua a ripresentarsi è ancora la partenza dei treni per la Germania.
I compattatori dell´Asìa affidano ogni giorno ai vagoni oltre la metà dell´immondizia prodotta quotidianamente: circa 800 tonnellate. Il resto è fermo sulle strade o smaltito a ritmi lentissimi negli gli stabilimenti Cdr di Caivano e Giugliano, per produrre nuove balle probabilmente non a norma che rimarranno per anni al sole in attesa di essere bruciate nei futuri inceneritori, con buona pace degli ecologisti allarmisti.
08 / 05 / 2008