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Bollettino rifiuti: blocchi, roghi, contestazioni aspettando Berlusconi

Oltre 100 interventi dei vigili del fuoco dalle ore 20 di ieri alle ore 8 di stamani, a Napoli e in provincia, per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli di rifiuti. Interventi che hanno riguardato il centro di Napoli, il Vomero, la periferia e in provincia hanno i comuni a Nord del capoluogo e quelli dell'area vesuviana. Nel corso della notte si sono anche verificate diverse aggressioni nei confronti del vigili, e Cgil, Cisl e Uil, chiedono il raddoppio dei turni.

Si assottiglia intanto la differenza fra le periferie e il salotto cittadino. Pure con le debite differenze, nell’intera area urbana ci sono ormai cumuli di spazzatura spesso sparsi per protesta sulle carreggiate o accumulate ai bordi delle strade.
Le proteste dei cittadini esasperati per la mancata raccolta dei rifiuti da giorni si trasformano in barricate e lancio dei sacchietti, che rimangono poi lì per ore perché l'Asìa, l'azienda comunale di raccolta, non ha i mezzi necessari a intervenire prontamente.

Bloccate nei giorni scorsi dagli abitanti la zona collinare, poi via Imbriani, l'arteria che da Salvator Rosa sale verso il Vomero, con traffico in tilt e cambio di percorso obbligato per gli autobus. Stessa situazione nel pomeriggio lungo la Riviera di Chiaia, tra Mergellina e Posillipo. Anche qui barricate composta da cassonetti rovesciati per strada, con donne e bambini in prima fila, pronti a rigettare a terra anche il materiale che alcuni poliziotti cercavano di radunare ai lati della carreggiata. In serata altri blocchi nella zona occidentale di Bagnoli e Fuorigrotta, vicino allo stadio San Paolo, e di nuovo su via Salvator Rosa e lungo via Forìa.

Il commissariato straordinario ha annunciato in serata che grazie all'apertura di un sito di stoccaggio nel casertano, gli impianti di Cdr hanno potuto accogliere e lavorare circa 7000 tonnellate di spazzatura, ovvero il quantitativo medio di rifiuti prodotti in un giorno in tutta la regione. E da domani il ritmo di recupero, dovrebbe incrementare, come conferma a Napoli l'assessore Gennaro Mola. Ma sarà difficile smaltire velocemente anche tutto l’arretrato accumulato da giorni.

Dopo il dietrofront del Comune sull’ipotesi di una discarica a Chiaiano, in seguito alla manifestazione degli abitanti di Chiaiano e Marano che lundì hanno bloccato per ore il centro di Napoli e presidiato il Municipio, è ripreso infatti il rimpallo tra Comune, Regione e Commissariato sulla responsabilità della crisi e sulle possibili soluzioni da approntare.

Nel frattampo a terra rimangono circa 50mila tonnellate di rifiuti in tutta la Regione e 5.000 a Napoli: quasi raggiunto il culmine dell’emergenza toccato a gennaio, quando le tonnellate in città erano 7.000. Il blocco di questi giorni è causato prevalentemente dal fatto che gli impianti di Cdr sono saturi e non possono essere liberati se non si trova un sito dove collocare le balle di rifiuti che producono. L’altro ieri si è stato aperto il sito di San Tammaro, in provincia di Caserta, cosa che ha consentito la ripresa di attività per i Cdr di Santa Maria Capua Vetere e Casalduni. Ma i rimanenti siti sono tutti pieni, anche quello di Ferrandelle ha ormai già accumulato 100mila tonnellate di indifferenziata e ora può accogliere solo ecoballe. Mentre la produzione giornaliera sembra aumentare, il che vuol dire che la differenziata è ferma. L’unica soluzione rimane ancora una volta quella parzialmente risolutiva ma del tutto irragionevole dei treni per la Germania: sono stati concordati con le aziende tedesche nuovi quantitativi, da 105mila a 160mila tonnellate. E nel frattempo si aspetta l’apertura a giugno delle discariche di Savignano e di Sant´Arcangelo Trimonte – anche se niente ormai può essere dato per scontato.

L’altro ieri la crisi dei rifiuti ha disturbato da vicino anche l’amministrazione regionale, costringendo il presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo a sgomberare l´aula a causa di un rogo di rifiuti affianco alla sede dell’Ente. Il giorno prima l’assessore regionale al turismo Velardi aveva dato dell’incapace al sindaco Iervolino, contribuendo ad accrescere il clima di scontro tra i due enti locali.

Ma ormai sia la Regione che il Comune aspettano solo che arrivi Berlusconi a salvarli, a partire dal primo Consiglio dei Ministri previsto in città mercoledì 21, non più nella sede sfarzosa di Palazzo Reale ma in quella più sobria della Prefettura, dato che in effetti a Napoli c’è poco da celebrare.

Il governatore Bassolino esprime soddisfazione per la venuta di Berlusconi: «Vengono, mi sembra un segnale giusto. Affronteremo diversi temi, lavoreremo assieme per superare la crisi dei rifiuti e anche per tanti altri campi. Per quello che mi riguarda, ho già lavorato con il governo Berlusconi e continuerò a farlo».
Anche il sindaco Iervolino sottolinea come ci sia «da parte del Governo grande volontà di collaborazione per affrontare la questione rifiuti», sottolinea Rosa Iervolino Russo, dando un giudizio “altamente positivo” sull’incontro di ieri Palazzo Chigi con Berlusconi, e a cui hanno partecipato anche il sottosegretario Gianni Letta, e il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Iervolino non entra nel merito delle scelte concrete ma aggiunge toni risentiti verso De Gennaro «Quando mi nomineranno commissario all'emergenza rifiuti una soluzione la troverò: siccome un commissario c’è e si chiama De Gennaro, faccia il suo mestiere. La situazione dei rifiuti a Napoli è decisamente raccapricciante».
Mentre il presidente della Provincia di Napoli, Di Palma, propone di aprire «immediatamente tutte le discariche della Campania che sono in grado per quindici giorni di accogliere l'enorme quantita' di spazzatura che ha invaso le strade delle nostre citta' in modo da superare l'emergenza sanitaria nella quale ci troviamo».

17 / 05 / 2008

Viola Sarnelli

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