Bollettino rifiuti: esercito a Chiaiano, la differenziata stenta a partire
Cosi' come previsto dalla legge approvata l’altro ieri dal Parlamento in materia di gestione rifiuti in Campania, dalle sei di ieri mattina le Forze Armate, supportate dalle Forze dell'Ordine, sono presenti nel sito di Chiaiano (Napoli) per consentire l'avvio dei lavori per l'allestimento del sito. Rapidamente e senza alcun ostacolo i soldati hanno recintato l’intera area che diventa quindi ufficialmente sito di interesse strategico nazionale, come previsto dal decreto sui rifiuti approvato dal Governo Berlusconi, sito a cui è applicabile quindi il principio della sorveglianza armata da parte dei militari. Escono nel frattempo i mezzi della polizia, sancendo in maniera ancora più ufficiale il cambio di mano da gestione locale a gestione nazionale del problema Chiaiano. A breve arriveranno anche le strutture di supporto necessarie al campo dei militari che presidieranno l’area 24 ore su 24.
La realizzazione della discarica è prevista entro due-tre mesi, dopo i lavori di bonifica e messa in sicurezza delle falde acquifere che quindi anche i tecnici nominati dal Sottosegretario Bertolaso ritengono necessaria.
In risposta al blitz militare i comitati hanno protestato ieri mattina direttamente nel centro di Napoli, applicando ancora una volta il softwalking per bloccare il traffico cittadino. Dopo un’assemblea ieri è stata decisa una manifestazione per domani, sabato 12 luglio, che partirà alle 17,30 dalla metropolitana di Chiaiano, per ribadire ancora una volta che discariche e inceneritori non sono l’unica via percorribile per lo smaltimento dei rifiuti, e nemmeno la più conveniente, e che evidentemente manca la volontà politica di progettare e applicare un piano capillare di raccolta differenziata, corredato da impianti di compostaggio, o di utilizzare tecniche dimostratesi convenienti e sostenibili altrove, come il trattamento biomeccanico dei rifiuti in uso a Tel Aviv. E nonostante in tutti i paesi occidentali il sistema degli inceneritori e delle discariche sia ormai largamente in dismissione.
Nel frattempo, caduta l’ipotesi Agnano, la commissione tecnico-scientifica del sottosegretario Guido Bertolaso sta vagliando nuove ipotesi per individuare l’area che ospiterà l’inceneritore cittadino.Ad Agnano infatti, come dichiarato dai membri della commissione qualche giono fa, il sito era stato ritenuto “non idoneo” a causa del terreno a rischio sismico, dell’area troppo contenute, ma soprattutto del pericolo di ristagno dei fumi nella conca. L’ipotesi più accreditata sembra essere al momento quella di San Giovanni a Teduccio.
La sperimentazione di raccolta differenziata ai Colli Aminei intanto, che prevedeva la raccolta porta a porta di rifiuti separati in quattro diversi contenitori in tutti i condominii, sembra non stia funzionando in maniera particolarmente efficiente. L’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini aveva già contestato qualche giorno fa il fatto che l’esperimento del Comune fosse stato limitato ad un campione molto ristretto della popolazione napoletana. E ieri due collabotori dell’assessore hanno riscontrato per le strade della zona interessata dalla differenziata-pilota cassonetti e campane piene di materiale non raccolto (Corriere del Mezzogiorno), cosa che può essere del resto facilmente verificata di persona da chiunque. “Spero di essere stato particolarmente sfortunato nell'imbattermi in situazioni sfavorevoli”, ha detto Ganapini.”Temo, invece, che si sia ancora in una fase embrionale e confusa. Insomma, il piano parte in ritardo e non si capisce perché solo su un campione tanto limitato. Ormai la raccolta differenziata si sa bene come farla, c'è poco da sperimentare o da inventarsi, ha detto sempre al Corriere l’Assessore.
11 / 07 / 2008