Campania, politica in caduta libera
L’amministrazione regionale campana non ha mai vissuto probabilmente momenti così difficili. Allo scandalo legato al Presidente del Consiglio Regionale, Sandra Lonardo Mastella, si aggiunge l’indice di popolarità sempre più basso del Governatore Antonio Bassolino. E non nostante il tentativo di restyling della Giunta, continuano a spuntare casi poco onorevoli che coinvolgono i suoi membri.
Stamattina , all'alba, un consigliere regionale della Campania e' stato arrestatodalla Guardia di Finanza, che avrebbe smantellato "un radicato e strutturato apparato corruttivo in seno ad un ente pubblico territoriale campano". L'indagine riguarda "gravi episodi di corruzione, legati alla locazione di immobili destinati ad ospitare uffici pubblici". Nel corso dell'attivita' investigativa sarebbe stato accertato un danno all'erario di circa 600 mila euro. Il consigliere è Roberto Conte. Ex esponente Margherita, confluito poi nel Partito democratico, Conte era stato coinvolto recentemente in un'altra inchiesta della magistratura. Oltre a lui arrestati anche l'ex dirigente del consiglio regionale Lucio Multari, licenziato da Sandra Lonardo Mastella, Giuseppe Ranieri, Carmine Buglione, Antonio Buglione e Emanuele Cameli.
Nonostante il rimpasto della Giunta regionale, dovuto a questioni di necessità (nel caso della sostituzione degli assessori dell'Udeur, Abbamonte e Nocera, finiti sotto inchiesta) o di autoesclusione, (nel caso gli assessori Di lello, Armato e D'Amelio, indirizzati verso le elezioni politiche nazionali), un vero rinnovamento è lontano. I sostituti sono tecnici o intellettuali stimabili, come l'economista Mariano D'Antonio, il sociologo Domenico De Masi, o l’ex presidente dell'Agenzia nazionale per la protazione dell'Ambiente ed ex presidente di Greenpeace Italia Walter Ganapini, quest’ultimo fiero oppositore dei termovalorizzatori, almeno fino a prima di entrare in Giunta. Ma non basta.
Da più parti è sentita la necessità di un vero rinnovamento nelle istituzioni locali. E dopo la nuova candidatura di De Mita nelle file del Partito Democratico, Eugenio Mazzarella e altri intellettuali sottoscrivono un appello con il quale si chiede a Veltroni di garantire novità nella composizione delle liste.Tra i firmatari anche Massimo Cacciari, Aldo Masullo, Umberto Galimberti, Biagio De Giovanni e molti altri.
Una delle ultime polemiche sugli sprechi in Regione è legata ai rifiuti, ed è stata sollevata dall´associazione "Napoli punto a capo": l´ingegnere Sergio Fedele ha denunciato l´affidamento «improntato a criteri totalmente discrezionali» di un´«analisi sulla percezione della qualità del proprio territorio-ambiente durante la crisi rifiuti». Per lo studio la Regione avrebbe stanziato 230 mila euro.
Nel frattempo i rifiuti sembrano essere stati parzialmente rimossi da Napoli, anche se la situazione in provincia rimane drammatica. E’ riaperto il Cdr di Santa Maria Capua Vetere e qualche treno è già partito per la Germania. Mentre l'Asia comunica di poter rimuovere le duemila tonnellate che ancora invadono le vie di Napoli nel giro di tre-quattro giorni, se il funzionamento dei Cdr di Giugliano e Caivano rimarrà regolare.
Ma non si allenta comunque la tensione a Savignano, dopo gli scontri di lunedì, in attesa dei risultati sulla qualità del terreno: ci vorranno quindici giorni, così come per gli esami alla Manifattura Tabacchi.
Qualche giorno fa il commissario Gianni De Gennaro, aveva ammesso: «La gente aveva ragione». Avevano ragione gli abitanti di Montesarchio, quelli di Ariano Irpino e di Villaricca quando scendevano in piazza, facevano i blocchi stradali, opponendosi alla riapertura di quelle discariche mandate in pensione. Avevano ragione perché i tecnici del Genio militare hanno documentato la presenza di infiltrazioni di «percolato», di discariche abusive, di gravi rischi «geostatici», che dimostrano come non siano mai avvenute le bonifiche promesse in questi anni.
Nonostante questa ammissione, il Commissario insiste però sull’apertura delle nuove discariche individuate dalla legge dello scorso anno come unica soluzione possibile, oltre ai carichi che continuano a partire per la Germania e un inceneritore il cui effetto sulla salute dei cittadini è poco rassicurante. Anche se la discarica di Terzigno è collocata nel Parco Nazionale del Vesuvio, e quella di Sant´Arcangelo Trimonti, nel beneventano, va ad aggiungersi alle due già esistenti in quel comune di soli 690 abitanti. E l’amministrazione promette battaglia legale.
20 / 02 / 2008