Chiaiano contro la discarica, vertice al Comune (con giunta in fase di rimpasto)
Stamattina è in programma a palazzo San Giacomo una riunione di giunta sull'ipotesi del commissariato di aprire una discarica nelle cave di Chiaiano, alla presenza dello stesso commissario De Gennaro e del prefetto Pansa.
All'appuntamento sarà presente anche il comitato per la difesa della salute e dell’ambiente della zona collinare, costituito da diverse associazioni attive sul territorio che da tempo difendono l’area verde del vallone di Chiaiano. Un’area che di fatto è l’unico polmone verde rimasto in città oltre Capodimonte, sulla quale si affacciano i maggiori ospedali cittadini, e che rientra formalmente nel Parco Metropolitano delle Colline, nonostante sia stata criminosamente adoperata per anni come discarica abusiva.
Dopo denuncie e ricorsi, anche l’Unione Europea aveva esortato un recupero della zona, tradizionalmente agricola e ritenuta di valore sia dal punto di vista paesaggistico che della biodiversità.
Lo stesso sindaco Iervolino aveva espresso la sua contrarietà in passato all’opzione Chiaiano, dati i progetti di bonifica in programma.
Ma bisognerà vedere se un’eventuale opposizione del Comune riuscirà a reggere contro le pressioni del Commissariato e del governo Berlusconi entrante.
Ad opporsi al progetto definitivo di una mega discarica da 900mila metri cubi messo a punto da De Gennaro non ci sono però stavolta i soli comitati e associazioni cittadine: anche la municipalità competente e lo stesso Ente Parco delle Colline hanno già proclamato la loro netta contrarietà.
Intanto la mancata raccolta dei rifiuti torna a farsi in città ed in provincia, con circa 700 tonnellate di immondizia sparse sotto il caldo dei 22 gradi di ieri, di cui 400 a Napoli, da piazza Cavour a Bagnoli e Barra, a causa della mancata autorizzazione a sversare una quota maggiore di rifiuti e del funzionamento discontinuo dei Cdr. Un’anticipazione dei rischi igienici che con l’estate diventano sempre più allarmanti.
De Gennaro ha più volte risposto alle proteste per Chiaiano che, nonostante si parli di un’area cittadina tra le più densamente popolate d´Europa, è necessario che anche Napoli offra un sito per il deposito di balle e rifiuti, anche per sedare le rivolte che crescono in regione, dall´Irpinia al casertano, contro "l´immondizia di Napoli e provincia".
Un’incontro difficile quindi quello di stamattina. Tra l’altro la giunta aveva approvato appena 40 giorni fa una decisione secondo cui per Chiaiano è prevista solo la realizzazione di un impianto di compostaggio, in linea con l’idea del Parco delle colline e di preservare spazi di agricoltura di qualità.
Ma nello stesso Comune c’è aria di instabilità e cambiamento, dopo la pesante sconfitta della sinistra a livello nazionale. Due giorni fa cinque assessori hanno rassegnato il loro mandato nelle mani della Iervolino, come a dire che si rimettono alla volontà del sidaco, che potrà fare quello che vuole per dare un’aria di rinnovamento alla giunta.
I dimissionari – ma è tutto da vedere, continuano a sostenere la coalizione ed è possibile che siano riconfermati o semplicemente spostati di ruolo – sono il vicesindaco Tino Santangelo, Elisabetta Gambardella (Arredo urbano), Felice Laudadio (Edilizia), Nicola Oddati (Cultura) e Giorgio Nugnes (Difesa del suolo). La Iervolino ha dichiarato di voler cambiare il più possibile, pescando i nuovi assessori tra la “società civile” - mondo universitario, cattolico e imprese, cercando di recuperare in extremis un dialogo con la città perso da tempo. Si parla in ogni caso di molti tecnici, seguendo le orme del recente rimpasto della giunta della Regione, ma anche di una rimodulazione delle deleghe tra i diversi assessori. In questo quadro di crisi infatti sembra incredibile che una sola persona, Gennaro Mola, mantenga la delega alla gestione delle due emergenze più acute in città: il traffico e l’immondizia. E dai cambi non dovrebbe essere esente neanche la macchina comunale, con il pensionamento di molti dirigenti.
Il nuovo esecutivo potrà essere pronto a partire dal giorno successivo ai ballottaggi, da lunedì 28 aprile. Anche se c’è il rischio che ritornino in auge nomi che in realtà di nuovo hanno ben poco, come quello di Emilio Montemarano, figlio di Angelo, assessore regionale alla Sanità ed esponente di uno di quelli che, almeno fino ad ora, è stato tra i maggiori gruppi di potere della politica campana.
21 / 04 / 2008