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Chiaiano, l'ordinanza di Prodi dà il via alla discarica

L’unica risposta all’eterna emergenza rifiuti, che in questi giorni lascia quasi duemila tonnellate di immondizia nelle strade di Napoli e provincia, sembra essere per la nostra classe politica quella di Chiaiano, sugellata ormai anche dalla firma del premier uscente Romano Prodi.
L’ordinanza numero 3672 del 30 aprile firmata da Prodi apre infatti definitivamente la strada per "l´attivazione del sito di discarica in località Chiaiano nel Comune di Napoli".
Il programma definitivo prevede che la discarica venga aperta entro venti giorni, per contenere fino a 700 mila tonnellate di spazzatura, cioè quanto la città produce in due anni.
La scelta è stata presa da Prodi d´intesa con Gianni De Gennaro, che due giorni fa ha anche incontrato Silvio Berlusconi, in vista della proroga annunciata del mandato del Commissariato - dovrebbe scadere esattamente tra sette giorni ma verrà invece riconfermato fino a data da definirsi.

I sindaci e a popolazione dell´area Nord annunciano barricate e ricorsi al Tar contro l’elezione dell’area a discarica cittadina. In contemporanea con i primi sopralluoghi e i primi rilievi aerei dei tecnici del Commissariato si sono fatte sentire ieri anche nuove proteste, con un presidio davanti alla stazione della metropolitana con megafoni e striscioni: "Giù le mani dalla cava".
Ma è solo l’inizio di quella che si preannuncia una nuova Pianura.
Da lunedì gli abitanti hanno infatti annunciato l´occupazione fisica dell´area, dove si stabilirà un consiglio intercomunale permanente, per opporsi alla politica delle discariche e chiedere che venga finalmente avviata una raccolta differenziata capillare. Lo ha ribadito ieri nella sede del Consiglio comunale cittadino anche il presidente della Commissione ambiente Carlo Migliaccio, assieme ai sindaci di Marano, Calvizzano, Mugnano e al presidente della Municipalità interessata.

“La scelta di Chiaiano è dolorosa ma necessaria per fronteggiare l´emergenza”, continua a ripetere il sindaco Iervolino. Sembra ormai che, invece di pensare ad una politica di smaltimento dei rifiuti che minimizzi l’impatto sul territorio, si dia Chiaiano per persa, martire inevitabile per il bene cittadino, come se altre modalità di smaltimento conosciute e adoperate in tutti i paesi civili non fossero applicabili. “Certamente è un sacrificio per la città, ma sono sicura che il commissario, al quale va la mia fiducia e il mio sostegno, farà in modo che questo resti l´unico sito sul territorio cittadino”. Almeno fino al prossimo martirio necessario.

Sarà perché in questo momento sono all’opposizione, ma anche i capigruppo comunali di Forza Italia e An, Raffaele Ambrosino e Luciano Schifone, protestano: “Se il sindaco Iervolino e la sua maggioranza avessero programmato la risoluzione di un ciclo integrato dei rifiuti, oggi nessuno si tormenterebbe per scelte drammatiche e dolorose di cui hanno la piena responsabilità” (La Repubblica).
Spetterà comunque alla Regione fornire entro venti giorni la "valutazione di impatto ambientale" decisiva. Intanto, dopo l’incontro con De Gennaro, Bassolino ha dichiarato che la Campania è pronta ad erogare fondi compensativi per i comuni che ospiteranno impianti di trattamento dei rifiuti e discariche.

Intanto la discarica di Ferrandelle, chiusa tre giorni fa in seguito ad un provvedimento della Procura di Santa Maria Capua Vetere, riapre, ma solo in minima parte. Ferrandelle rimane di fatto l’unico grande sversatoio tra Napoli e Caserta, e si cerca di scongiurare un blocco del conferimento dei rifiuti proprio a pochi giorni dall´insediamento del primo Consiglio dei ministri a Napoli. Ma rimangono aperte le indagini della Procura sul fiume di percolato inquinante mal contenuto dalle condotte drenanti, sulle colline di immondizia che superano i 15 metri invece dei 10 consentiti, e sui rifiuti speciali (metalli, carcasse di auto, pezzi di elettrodomestici) accatastati affianco ai rifiuti solidi urbani.

Ancora incerto invece l’esito della vicenda analoga che riguarda il sito di stoccaggio per le balle di Pianodardine, in Irpinia, chiuso tre giorni fa dalla Procura di Avellino che ipotizza un «provvedimento illegittimo», da parte del braccio operativo di De Gennaro, il generale dell´esercito Franco Giannini, che avrebbe disposto la realizzazione del sito di stoccaggio senza «adeguati sistemi di viabilità e di pianificazione antincendio». Ma a tutte le sollecitazioni giudiziarie il commissario De Gennaro ha risposto senza scomporsi che saranno attuate «tutte le misure necessarie a garantire le migliori condizioni di sicurezza».

D’altra parte solo i giudici sembrano non essere d’accordo, mentre la maggior parte dei politici locali e nazionali sembra appoggiare il piano del Commissario ai rifiuti, basato sullo stipare la maggiore quantità di rifiuti indifferenziati con il minimo sforzo in discariche preferibilmente preesistenti o anche nuove, ma a prescindere dalle caratteristiche del territorio o dalla densità abitativa.

Anche il presidente della Regione Bassolino, finora indicato come colpevole massimo della gestione criminale dello smaltimento dei rifiuti in Campania, sembra possibilista su un accordo con il nuovo governo. Commentando la mozione di sfiducia di qualche giorno fa al senato dice: «Quei senatori che hanno presentato una mozione di sfiducia per mandarmi a casa somigliano a quel prigioniero che si è rintanato nel buio della foresta e non si è accorto che la guerra, cioè la campagna elettorale nel nostro caso, è finita da un pezzo. Silvio Berlusconi, che è un politico navigato, invece l'ha capito e subito dopo l'elezione ha smorzato i toni. Il suo progetto per Napoli è realizzabile e per quanto mi riguarda gli darò la massima collaborazione perchè questo, a livello centrale e territoriale, è il tempo delle intese, non delle sterili contrapposizioni», ha dichiarato Bassolino due giorni fa al Corriere del Mezzogiorno.

Mentre, nell’attesa dell’entrata in carica ufficialmente con il primo Consiglio dei ministri a Napoli, la nuova squadra di governo è in vacanza a Capri per il ponte del primo maggio: Gianfranco Fini e Renato Schifani, presidenti di Camera e Senato, soggiornano in compagnia delle rispettive consorti al Grand Hotel Quisisana. Sasà Cuffaro, vice segretario nazionale dell'Udc, sempre a Capri dà mostra di talento musicale intonando note canzoni siciliane. E, ospiti di Diego Della Valle, sono stati avvistati anche Clemente Mastella e Sandra Lonardo, oltre all’ex presidente degli industriali Luca Cordero di Montezemolo. Ma che ne sarà della città, una volta esaurite le gite ai faraglioni?

03 / 05 / 2008

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