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Chiaiano, la protesta pacifica ma determinata. Oggi incontro con De Gennaro

Al quarto giorno ormai di presidio permanente, i sindaci e i rappresentanti della Municipalità per l’area intorno a Chiaiano sono stati ricevuti ieri dal prefetto Pansa. E oggi pomeriggio è atteso l’incontro con il commissario ai rifiuti De Gennaro, che insieme al sindaco Iervolino propone la costituzione di una discarica nelle cave di Chiaiano come unica soluzione per salvare Napoli dalla disastrosa gestione dello smaltimento rifiuti.

La strada tra Chiaiano e Marano è ormai un susseguirsi di barricate. Si passa solo a piedi o su due ruote, arrampicandosi sui marciappiedi. L’atmosfera è surreale, a metà tra tesa e festosa, tra euforia rivoluzionaria e festa di paese. Ma partecipano tutti, uomini e donne, bambini e anziani, e in verità appare difficile affermare, come hanno fatto ieri alcuni quotidiani cittadini, che “tornano i professionisti della rivolta” o che “il territorio diventa ostaggio dei violenti”. Molto difficile sostenerlo se davvero si fa un giro nella zona.

Ieri pomeriggio un migliaio di persone erano radunate per un'assemblea alla Rotonda Titanic, tra Chiaiano e Marano, dove da sabato c’è un presidio permanente e da dove parte la strada che conduce alla cava individuata da De Gennaro, a sua volta presidiata all’ingresso.
Più che di violenza il clima è di grande determinazione, di opposizione netta e partecipata all’ipotesi della discarica che interesserebbe un’ampio polmone verde appena fuori dalla città, lo stesso su cui da un altro versante affacciano gli ospedali Cotugno e Cardarelli, che da anni è in attesa di bonifica e che sarebbe dovuto entrare a far parte a breve dell’Ente Parco delle Colline. L’area circostante alla cava è per di più ad alta densità abitativa, spiegano gli abitanti della zona, che denunciano la scelta “scellerata” del commissario De Gennaro, supportata dal sindaco Iervolino.

Nell’assemblea di ieri alcuni portavoce del Comitato sorto per la difesa delle cave, insieme ai sindaci di Marano Mugnano e Calvizzano, ai rappresentanti dell'VIII^ Municipalità di Napoli, e ai Presidenti delle Commissioni Ambiente e Politiche Sociali del Comune di Napolie, hanno raccontato l’incontro di ieri con il prefetto Pansa e programmato i prossimi appuntamenti della protesta.

”Il prefetto ha detto che prima di dare l’assenso definitivo alla discarica bisognerà fare dei carotaggi per analizzare le caratteristiche effettive del terreno”, e già questo potrebbe apparire come una parziale ritrattazione; ma “la decisione di aprire una discarica a Chiaiano non è stata ancora messa realmente in discussione da parte delle istituzioni”, sostengono i portavoce del Comitato, motivo per cui fino a quel momento, spiegano, si opporranno a qualsiasi tipo di intervento e sopralluogo, che avallerebbe anche indirettamente la scelta del sito.

Oggi pomeriggio alle 17 c’è l’incontro con De Gennaro; ma anche in questi caso i sindaci e il comitato non intendono adottare mezze misure: “o si arriva alla revoca dell’Ordinanza di Prodi”, che ha sancito la decisione della discarica nella cava di Chiaiano, “o niente”.

Per lunedì è in programma invece il Consiglio comunale che ha il tema dei rifiuti e della discarica all’ordina del giorno. “Dobbiamo organizzarci per andare per andare tutti a protestare”, dice il sindaco di Marano, “chiudendo le scuole e gli esercizi commerciali del nostro Comune se necessario, per dimostrare alla città di Napoli la civiltà di questa gente, sempre vissuta in tranquillità finora, ma che non ha intenzione di assistere allo scempio del territorio”.

A chi accusa i comitati e i movimenti nati contro l’apertura di discariche di difendere solo campanilisticamente l’interesse del loro territorio, senza pensare al resto della Regione, il presidio risponde ospitando rappresentanti dei coordinamenti nati a Pianura, a Gianturco, a Bagnoli: per dimostrare che il problema non è la singola discarica ma un sistema di smaltimento che non può più andare avanti tamponando forzatamente a colpi di discariche, nella speranza di un’inceneritore come migliore delle ipotesi, che comunque non sarà pronto prima di due anni e che comunque presenta notevoli e certificati rischi per la salute dei residenti, tanto che è un sistema in dismissione in tutti gli altri paesi evoluti del mondo. "Siamo per la teoria dei Rifiuti Zero", sostengono a Chiaiano: ovvero riduzione degli imballi inquinanti a monte della produzione industriale e riciclo di tutti i materiali possibili.

“Inizieremo a discutere con le istituzioni solo quando si dimetteranno Iervolino e Bassolino, responsabili di questo disastro”, ripetono sia i sindaci che i rappresentanti del comitato. “E non ci vengano a dire che siamo camorristi, perché la camorra sono loro: politici e grandi imprenditori – come quelli della Impregilo, gruppo Romiti che hanno avuto in appalto lo smaltimento dei rifiuti in regione finora”.

Ieri la tensione era alta anche a causa dell’arresto, nella nottata precedente, di due ragazzi del posto, accusati di avere rubato un’auto per poi rovesciarla per bloccare una strada, condannati a sei e quattro mesi di reclusione.”L’auto era fuori uso da tempo, la proprietaria l’ha ceduta di sua volontà, e la strada che è stata bloccata era privata”, sostiene un portavoce del comitato, “dobbiamo opporci tutti con forza a questo tentativo di strumentalizzazione, la vera violenza la stanno facendo loro imponendoci quest’improponibile discarica dall’alto”.

Dopo l’incontro di oggi con De Gennaro e il Consiglio comunale, il prossimo appuntamento per la protesta è quello del 22 maggio, data del primo Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi, che si terrà come promesso a Napoli. “Sappiamo che l’ultima parola su Chiaiano spetterà a Berlusconi”, sostengono i sindaci e i rappresentanti del Comitato, “ e faremo in modo che non possa evitare di affontare il problema”.

07 / 05 / 2008

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