Chiaiano, tregua per effettuare i rilievi tecnici
Il lungo incontro di ieri pomerigio tra il sottosegretario ai rifiuti Bertolaso e i sindaci dei comuni circostanti l'area delle cave di Chiaiano, dove per volontà del governo dovrebbe nascere la nuova discarica di Napoli, si è concluso con una sorta di breve tregua. 24 ore durante le quali gli amministratori locali dovrebbero convincere i manifestanti
da giorni barricati a difesa del sito a far entrare i tecnici per effettuare i rilievi sul terreno a partire da martedì.
All'incontro di ieri Bertolaso ha ammesso solo i rappresentanti istituzionali regolarmente eletti - niente portavoce dei comitati antidiscarica quindi, anche se la loro posizione è stata parzialmente rappresentata in ogni caso dai sindaci di Marano e degli altri comuni limitrofi insieme ai rappresentanti della municipalità di Chiaiano.
L'accordo è stato sottoscritto in particolare dal presidente della Municipalità di Chiaiano,
Carmine Malinconico, dal sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, dal sindaco di
Mugnano Daniele Palumbo e dall'assessore competente del comune di Napoli
Gennaro Mola. Ma non è detto che venga accettato da tutti i partecipanti alle proteste di questi giorni. Una parte dei manifestanti che si oppone alla politica governativa in materia di rifiuti ha infatti sempre rifiutato finora l'ipotesi dell'ingresso dei tecnici. E anche ieri in prefettura è stato esplicitato, nel caso in cui si riesca ad ottenere l'ingresso dei tecnici dell'Arpac e delle amministrazioni locali per la 'caratterizzazione'
dei terreni, che questo non si trasformi in una "presa di possesso dei siti" da parte della polizia.
Sul versante opposto, Bertolaso ha chiarito che "Le
forze dell'ordine non si muovono e non arretreranno di un centimetro", nonostante molti osservatori abbiano testimoniato come questo tipo di posizione da parte del governo si sia trasformata in una violenza eccessiva e spesso gratuita da parte delle forze dell'ordine davanti al presidio di Chiaiano.
Se l'accordo permetterà effettivamente ai tecnici di esaminare il terreno delle Cave, parallelamente dovrebbe essere aperto un tavolo tecnico che seguirà l'attività di analisi, per prendere una decisione entro una ventina di giorni.
E a quel punto verrà deciso se la cava di Chiaiano debba giudicarsi compatibile con una
discarica a norma europea, nel qual caso cominceranno immediatamente i lavori.
Bertolaso ribadisce che "la
realizzazione della discarica di Chiaiano, come di qualsiasi altra discarica
individuata è subordinata a tutte le indagini tecniche,
nel pieno rispetto della normativa comunitaria di settore".Purtroppo le discariche aperte negli ultimi anni, anche dallo stesso Bertolaso, hanno dimostrato il contrario, ed è per questo che è piuttosto difficile chiedere alle popolazioni di avere fiducia nelle decisioni governative quando poggiano su queste basi.
Per il comune di
Serre invece, ha riferito il sindaco Palmiro Cornetta, sembrerebbe invece
allontanarsi l'apertura di una nuova discarica prevista dal piano governativo: "Con
Bertolaso ci siamo dati appuntamento fra dieci giorni - ha detto Cornetta - alla fine del mandato del commissario De Gennaro. Gli abbiamo spiegato che per il territorio di Valle della Masseria esiste un
protocollo d'intesa sottoscritto fra il ministero dell'Ambiente, l'allora
commissario per l'emergenza rifiuti Pansa, la Regione Campania e la Provincia
di Salerno nel quale è specificato che dopo l'individuazione e l'entrata in
funzione della discarica di località Macchia Soprana, a Serre non sarebbero
state realizzate altre discariche".
Sugli eventi degli ultimi giorni si esprime anche il
Coordinamento Regionale Rifiuti Campania, che riunisce sotto la sua sigla associazioni e gruppi di cittadini diversi e uniti dall'obiettivio comune di promuovere una corretta gestione dello smaltimento dei rifiuti in regione, denunciando la violazione delle norme comunitarie messa in atto dal governo negli ultimi giorni.
"Nel condannare gli atti
repressivi delle ultime ore, perpetrati ai danni delle comunità di Chiaiano, Marano e Mugnano,
il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, a cui aderiscono
comitati civici, associazioni e numerosi esperti ed esponenti del mondo
scientifico, ravvisa
elementi di incostituzionalità e
di violazione di norme comunitarie nel Decreto Legge n. 90 del 23.05.2008. Pertanto annuncia che porterà la materia all’attenzione
delle Autorità competenti, in sede nazionale e comunitaria.
Tra i punti contestati,
si evidenziano i seguenti:
1) militarizzazione dei siti adibiti a discarica;
2) uso inappropriato di discariche per lo smaltimento di
rifiuti indifferenziati, e legalizzazione dello smaltimento nelle discariche
per rifiuti urbani di sostanze pericolose provenienti da trattamenti in
impianti industriali;
3) grave limitazione della possibilità di esprimere liberamente
il proprio dissenso;
4) costituzione di un tribunale speciale, titolare in via esclusiva dei procedimenti
riferiti a:
4.1)
reati relativi
alla gestione dei rifiuti;
4.2)
reati in
materia ambientale;
4.3)
controversie
relative ai diritti costituzionalmente tutelati, in diretto contrasto con i
poteri della Corte Costituzionale.
Gli aderenti al Coordinamento,
durante questi anni di emergenza, hanno elaborato
proposte
di gestione del ciclo integrato dei rifiuti che sono state
puntualmente presentate
alle autorità competenti. Tali proposte si fondano sull’utilizzo di
tecniche e tecnologie che, rispetto alle soluzioni tradizionalmente individuate
dalle istituzioni, sono a
minore impatto ambientale ed hanno positive
ricadute sociali ed economiche.
Ad un piano fondato
sull’uso di discariche ed inceneritori, il Coordinamento contrappone una
soluzione realizzabile in tempi più brevi ed a costi minori, basata sulla
separazione della frazione umida da quella secca dei rifiuti, sul riciclo e sul
trattamento a freddo della parte residuale, conferendo in discarica i soli
materiali inerti. È notizia di questi giorni, come da dispaccio ANSA, che i
rifiuti campani inviati tramite treni speciali in Sassonia (Germania) sono
stati meccanicamente selezionati e trasformati in materia prima secondaria, cioè in materiali nuovamente utilizzabili, di cui l’Italia
è una delle maggiori importatrici d’Europa.
Il Coordinamento
Regionale Rifiuti della Campania, condividendo le ragioni delle comunità che sono
e saranno costrette a difendere i propri diritti e i propri territori, chiede al Governo ed alle istituzioni locali, di
pronunciarsi sulle motivazioni che spingono ad ignorare le proposte avanzate
dai cittadini senza alcun confronto pubblico, provocando così lo scontro con le
popolazioni locali".
www.rifiuticampania.org 26 / 05 / 2008