Comune in ritardo sulla differenziata, bozza per un nuovo piano
Un Consiglio Comunale sulla differenziata che ha poco di Straordinario. I comitati per l'ambiente e i disoccupati continuano a protestare. L'opinione sui rifiuti nostrani del Governatore Galan, a Napoli, non coincide con quella del il tribunale di Venezia. Rischio di spostamento sventato per il processo che vede imputati Bassolino e la Impregilo.
Il consiglio Comunale straordinario. Il Comune è in ritardo sul piano della raccolta differenziata, che va presentato entro trenta giorni pena un nuovo commissariamento. Nel Consiglio straordinario di ieri è stato solo abbozzato un piano, presentato dall’assessore Gennaro Mola, che prevede 10 isole ecologiche - una per ciascuna Municipalità - e 3 impianti di compostaggio situati nell’ex Icmi, nelle cave di Chiaiano e nella zona occidentale probabilmente a Bagnoli.
In particolare su Chiaiano la maggioranza del centrosinistra si è divisa, ed è stato approvato alla fine un ordine del giorno votato dal centrodestra e dalla Sinistra arcobaleno che raccomanda al sindaco «il non utilizzo di quel sito», e di farsi garante con il commissario Gianni De Gennaro di questa volontà del Consiglio.
Oltre che in difficoltà, la maggioranza è stata anche nel corso di tutto il Consiglio praticamente latitante (nel tardo pomeriggio i presenti sono 39 su 60, compresa l’opposizione). Un Consiglio diviso cercando l’impossibile compromesso tra l’appoggio a De Gennaro e il tentativo di recuperare in extremis il rapporto con i territori che continuano ad opporsi con decisione al suo piano. Intanto sul terreno cittadino rimangono 1740 tonnellate di rifiuti.
Tra gli ordini del giorno approvati, la candidatura dell´Asìa alla gestione dell´inceneritore di Acerra; la proposta di coinvolgere nel piano scuole, enti pubblici, cittadini e Municipalità, con una campagna d´ascolto, un sistema di premialità e un rilancio pubblicitario della città
Le proteste. Contemporaneamente alla seduta del consiglio comunale sono iniziate ieri mattina anche le proteste di oltre 500 manifestanti della "Rete campana salute e ambiente", comitati in lotta contro le discariche e disoccupati che hanno rovesciato davanti alla sede del Consiglio comunale mucchi di plastica, cartone e vetro. I comitati presentano infatti ancora una volta i risultati simbolici della differenziata organizzata da loro stessi, e chiedono alle istituzioni di avviare la raccolta porta a porta anche nei grandi comuni. Una soluzione vista dai disoccupati anche come possibilità lavorativa utile oltre che a costo zero per il Comune, che ai partecipanti del progetto Isola paga già 500 euro al mese per rimanere a casa.
Ai manifestanti viene però negato l´ingresso in Comune richiesto da una delegazione, e il sit-in diventa rivolta: fioriere e cassonetti rovesciati, i manifestanti si sparpagliano per la città e bloccano il traffico in via Vittorio Emanuele e in via Acton e danneggiano un autobus in via Medina; un piccolo gruppo riesce anche ad entrare al teatro San Carlo. E alla fine del Consiglio, l’assessore Mola e il Sindaco vengono pesantemente contestati.
Galan e i rifiuti veneti. Per celebrare l´inizio del quindicesimo anno di emergenza rifiuti in Campania, Forza Italia ha organizzato oggi un convegno al Maschio Angioino con il governatore del Veneto, Giancarlo Galan. ''Se nelle scorse settimane ho dato l'impressione di essere il portavoce di una Regione ''egoista'' - ha dichiarato Galan - sono felice di poter dire a tutti voi che l'apparente durezza con cui ho rifiutato l'arrivo in Veneto dei rifiuti urbani della Campania appartiene per intero ad un autentico atto d'amore per la vostra citta', per la vostra terra. Infatti, sono certo che qui siamo tutti d'accordo sulla necessita'd'impegnarci a far si' che il dramma dell'immondizia sia risolto una volta per tutte a Napoli. Insomma, deve maturare nei cittadini di Napoli e di una parte della Campania la consapevolezza che il problema e' dei napoletani, non di altri".
Peccato che lo stesso tribunale di Venezia abbia condannato pochi giorni fa quattro persone, tra responsabili e addetti di due società, a circa 13 anni complessivi di carcere per lo sversamento illecito di rifiuti tossici nelle campagne di Napoli e Caserta. L’inchiesta, condotta dai carabinieri del nucleo ambientale coordinati dal magistrato Giorgio Gava, riguarda l’attività illecita della Nuova Esa Marcon di Venezia e della Servizi Costieri di Mestre (Venezia). Migliaia di tonnellate di amianto, solfuri, idrocarburi prodotti dalle aziende venivano trattate illecitamente a Venezia per poi venire spediti come rifiuti non pericolosi in discariche di mezza Italia, e soprattutto in Campania.
Il Processo. Ha rischiato di essere trasferito a Roma il processo sulle irregolarità nel ciclo di smaltimento rifiuti in Campania che vede coinvolti tra gli altri il Governatore Bassolino e le aziende titolari dell’appalto, controllate dalla Impregilo (multinazionale di opere pubbliche e ambientali controllata dalla Igli S.p.a, a sua volta composta da Autostrade , gruppo Benetton; Argo Finanziaria, gruppo Gavio; Immobiliare Lombarda. Altri azionisti dell’Impregilo sono Assicurazioni Generali, Toro Assicurazioni, Nuova Tirrenia, Banca Popolare di Milano e altri).
La richiesta di trasferimento, sottoscritta da parte del collegio di difesa dei 28 imputati anche se non dai legali dell’Impregilo e di Bassolino, era motivata sulla base del ragionamento secondo cui Napoli non è la sede adatta per giudicare gli imputati perché potenziali parti offese dalle truffe sulla gestione rifiuti potrebbero essere tutti i cittadini della regione, compresi quindi i magistrati.Veniva anche contestato che tra le parti civili fosse stata ammessa un’associazione, il Comitato Giuridico di difesa ecologica dell’Assise di Palazzo Marigliano, di cui è vice presidente un magistrato del distretto di Napoli. La richiesta è stata però respinta dopo circa due ore di camera di consiglio dal giudice dell’udienza preliminare Marcello Piscopo. Il gup ha respinto l'eccezione motivando che il presunto danno "non deve essere potenziale ma concreto" e che, per quanto riguarda il Comitato giuridico, si è costituita parte civile una associazione e non una singola persona. Le prossime sedute del processo rimangono quindi previste per il 19, 23 e 29 febbraio, sempre nell'aula bunker del carcere di Poggioreale.
12 / 02 / 2008