Comune tra anarchia e malgoverno, i buoni propositi dopo la pausa estiva
Entra oggi in carica il nuovo comandante dei vigili urbani. Il comune annuncia che taglierà le spese e venderà gli immobili di sua proprietà per contenere il tracollo finanziario. Ma intanto la città è un'unico e caotico cantiere a cielo aperto e le forze dell'ordine vengono addirittura aggredite in città e in provincia.
Si insedia oggi ufficialmente, dopo l'incontro con il sindaco a palazzo San Giacomo, il nuovo comandante dei vigili urbani di Napoli, il generale dei carabinieri Luigi Sementa, 50 anni, specializzatosi negli ultimi 30 anni soprattutto nelle indagini su camorra, racket e corruzione (tra cui quella che portò all'arresto di Sandokan, boss del clan dei casalesi). Basteranno queste credenziali per dare efficacia e rispettabilità all'azione di un corpo che in città ha vita piuttosto difficile? In un'intervista (Corriere del Mezzogiorno) il generale cita come punti fondamentali per il nuovo corso la sensibilizzazione dei cittadini al rispetto delle regole, da sollecitare con la puntualità delle sovvenzioni. Cosa che da tempo non accade: è possibile ormai passare senza casco anche davanti ai posti di blocco dei carabinieri, inviati tempo fa sul territorio cittadino a sostegno dei vigili, senza che questo provochi alcuna reazione sugli uomini in servizio. Il generale però promette anche riforme interne al corpo dei vigili: invertire la tendenza per cui, di circa 2400 uomini, poco più di un quinto va effettivamente in strada. Sementa si propone perciò - poichè sono per ora escluse nuove assunzioni - di svuotare in parte gli uffici per recuperare personale operativo, distinguendo anche tra chi è effettivamente impossibilitato a fare il lavoro di strada e chi invece "fa il furbo". Ma il sindacato dei vigili è già in rivolta.
Intanto l'anarchia regna sovrana e negli ultimi giorni ci sono state ben due rivolte violente contro le forze dell'ordine: sia i carabinieri che erano andati a fare un arresto a Melito sia i vigili che hanno fermato un motociclista senza casco a Torre del Greco sono stati accerchiati, insultati e percossi dalla folla.
Il Comune sta approntando invece un piano di "tagli agli sprechi", da discutere in aula a metà settembre. L'indagine sui settori più in perdita della macchina comunale è stata affidata dal Consiglio comunale all´assessore Luigi Scotti, ex ministro della Giustizia del governo precedente. Tra le priorità da tagliare, come spiegato da Scotti in una recente intervista (La Repubblica), ci sono le spese per gli affitti che sostiene ogni anno il comune - ben 11 milioni -, mentre contemporaneamente una parte consistente degli immobili di sua proprietà rimane inutilizzata. Qualche giorno fa l´assessore al Patrimonio, Ferdinando Di Mezza, lamentava che da un anno e mezzo la Soprintendenza blocca la vendita di immobili di cui il Comune vorrebbe disfarsi, incassando 70 milioni di euro, preziosi in un momento di poca liquidità come questo, considerando anche i recenti tagli ai finanziamenti comunali operati dalla finanziaria. Ma che soluzione si appronterà alla prossima crisi, quando non ci saranno più immobili da vendere? Altre spese fondamentali da tagliare, continua Scotti, sono quelle dei telefoni in dotazione ad assessori e dirigenti comunali. Per non parlare dei costi dei sistemi informatici, quando si potrebbero adoperare sistemi open source - appositamente pensati per le amministrazioni pubbliche e già abbondantemente rodati in anche in Italia. Poi ci sono le costosissime consulenze esterne, da tagliare cercando di mettere a frutto le competenze di quei ben 13.000 dipendenti già assunti, se non altro per dare un senso alla loro presenza. Così come secondo Scotti sono da tagliare le ben 35 commissioni interdisciplinari attualmente nominate; per l'assessore ne basterebbero 15.
Altro problema sono le cause che i cittadini portano avanti ai danni del comune a causa delle pessime condizioni in cui continua a versare il manto stradale cittadino. Scotti si ripropone di fare pagare i danni a quelle stesse imprese che hanno avuto in appalto l'esecuzione dei lavori stradali nei tratti incriminati.
Ma i cantieri aperti in città hanno aperto nei giorni scorsi un più ampio fronte di polemiche. L'assessore regionale Claudio Velardi li ha presi ad esempio chiave dell'"anarchia infelice" che regna in città a causa del malgoverno comunale. In un'intervista (Corriere del Mezzogiorno) Velardi denuncia "una quotidianetà di assoluta emergenza", una situazione in cui "non esiste più alcuna legge che tenga". E in cui, dichiara apertamente l'assessore, per tamponare un dissesto finanziario che difficilmente si potrà sanare "si avviano i cantieri per intascare i fondi europei. Poi si lasciano marcire." Così, continua l'assessore, il disastro amministrativo del comune rischia di affossare politicamente il centrosinistra anche alle prossime elezioni per la Provincia e per la Regione, rispettivamente nel 2009 e nel 2010 (per il comune invece bisognerebbe votare nel 2011). L'unica soluzione sarebbe secondo Velardi quella di anticipare le elezioni comunali portando alla ribalta una lista civica trasversale, "per proporre un altro modello di governo della città fondato su una diversa cultura dell'amministrazione che per anni è stata subordinata alla politica". Se la discussione sulla soluzione è più che aperta, difficile invece opporsi all'analisi.
01 / 09 / 2008