Corteo nazionale a Chiaiano
Oggi pomeriggio partirà alle 5 dalla fermata della metropolitana di Chiaiano un grande corteo pacifico che oltre ai comitati nati contro le discariche in Campania vedrà la partecipazione di altri gruppi di attivisti provenienti da diverse parti d'Italia, uniti dall'opposizione alle nuove politiche di intervento del governo Berlusconi.
Qui di seguito riportiamo alcuni brani dell'appello scritto dal comitato contro la discarica a Chiaiano, che spiega e motiva lo spirito della manifestazione di oggi, e più in generale dell'opposizione all'ipotesi di una discarica che dovrebbe essere decisa tra una quindicina di giorni, quando saranno disponibili i risultati della analisi tecniche, ma che il governo sembra deciso ad attuare in ogni caso, nonostante le condizioni di sicurezza e di garanzia alla salute dei cittadini offerte dal sito siano tutt'altro che rassicuranti.
"Chiaiano
dopo Pianura, Giugliano Serre, Acerra, Savignano… le lotte ambientali
che hanno infiammato tante realtà della Campania non nascono, come
racconta la disinformazione mainstream, dagli “egoismi del popolo del
no”. Queste insorgenze sono la risposta ad un esproprio di democrazia
ultradecennale che ha consegnato i nostri territori alla
speculazione economica e finanziaria, alle ecomafie e agli interessi
più indecenti delle burocrazie politiche.
[...]Le
istituzioni e quell’ampio ceto politico, che oggi strumentalizzano
retoricamente “il bene collettivo”, hanno lavorato per oltre 14 anni
alla frantumazione di questo concetto e alla contrapposizione tra le
comunità, oscurando l’esistenza di alternative concrete incentrate sul
porta a porta, il riciclo, la riduzione degli imballaggi, il
compostaggio e gli impianti a freddo.
Il “decreto-rifiuti” del
governo Berlusconi è la consacrazione di questo processo e impone
l’apertura di dieci discariche e quattro inceneritori che
devasterebbero ampie aree della regione! Proprio mentre in Sassonia ci
dicono che riciclano almeno il 70% dei rifiuti campani con dei
banalissimi impianti di differenziazione “a
valle”…
E’ un modello di profitto sempre più aggressivo verso
gli uomini e la natura, che ritiene di sopravvivere alla crisi
distruggendo il territorio. Dal rilancio del Ponte sullo Stretto alla
TAV ai Rigassificatori fino all’annunciato ritorno del cosiddetto
nucleare civile si punta tutto sulle mega opere inutili e dannose e sul
rilancio del business a scapito della sicurezza del lavoro, della
salute e dell’intera vita.
La repressione che si sta
scatenando violentemente a Chiaiano e che ha già ferito gravemente
alcuni cittadini come quella che si annuncia verso le altre popolazioni
coinvolte dai provvedimenti d el
governo, non è però l’ennesimo remake. E’ molto di più!
E’ la
sperimentazione, con consenso pressochè bipartisan (vedi in Campania il
forte appoggio di Bassolino), di un modello di relazioni sociali sempre
più militarizzato.
[...]Lo “stato d’eccezione” diventa categoria fondamentale per sostenere la qualità della
decisione, rivelando in controluce la sua stessa debolezza, la sua
delegittimazione sociale.
La repressione violenta, l’ostentazione
di forza militare, la diffusione sul territorio regio nale di
una infinità di basi e depositi bellici, l’arrogante indifferenza alle
sorti di intere popolazioni ne sono un corollario inevitabile. La
generalizzazione del collaudato meccanismo della fabbrica della paura
con cui provano a ghettizzare interi gruppi sociali, come i migranti e
i rom, nei loro intenti deve allargarsi e intimidire ogni forma di
conflitto sociale.
Perciò
“il destino di Chiaiano” (e poi di Terzigno e Savignano e Ferrandelle…)
è così cruciale. Lo sa bene il governo che si prepara a riprodurre lo
stesso dispositivo per tutte le altre lotte ambientali (e non solo) ed
ha fatto della “discarica a Chiaiano” un proprio manifesto politico.
[...] Perciò
facciamo appello ai cittadini, ai movimenti, alle comunità in lotta,
dai No-Tav, ai No-Dal Molin, ai No-Ponte per una manifestazione a
carattere nazionale a Napoli, domenica primo giugno. L’urgenza di
questa mobilitazione è dettata dall’importanza generale della posta in
gioco che in questi giorni si sta palesando in Campania.
[...]Perché la resistenza delle popolazioni di
Chiaiano e Marano come quelle di tantissime altre realtà della regione
e dell’intero paese sono momenti costituenti di un nuovo spazio
pubblico in difesa dei beni comuni. Contro la devastazione
dell’ambiente, contro la militarizzazione ed il disciplinamento coatto
dei territori.
Per
costruire nelle lotte e nella loro socializzazione il Patto di Mutuo Soccorso".
Comitati in difesa delle cave di Chiaiano
Reti campane contro la devastazione ambientale
01 / 06 / 2008