|
Dal Duomo al Municipio, la giornata di proteste degli immigrati sfollati da Pianura Stamattina presto hanno occupato il Duomo, per chiedere una
sistemazione dopo la terza notte passata per strada, da quando sono stati
sfollati in seguito all’incendio dell’edificio che occupavano a Pianura. Ma
dopo una lunga giornata di trattative e tensioni con le forze dell’ordine è stato finalmente raggiunto un accordo:
avranno una sistemazione temporanea per qualche giorno, e una più stabile a
partire dal fine settimana.
Tutto era cominciato quattro giorni fa, nella notte tra il
23 e il 24 luglio, quando è scoppiato un incendio – per cause ancora da
accertare – nello stabile di via Trencia, a Pianura, occupato da cittadini
italiani e da un centinaio di stranieri. In seguito all’incendio il palazzo è
stato evacuato ma, accusano gli immigrati, il Comune si è preoccupato di
trovare una sistemazione solo per gli italiani, nonostante gli stranieri -
provenienti per lo più da Costa d'Avorio, Ghana e Burkina Faso – fossero
praticamente per un terzo rifugiati politici e per il restante o quasi
richiedenti asilo, con famiglie e bambini al seguito.
Una soluzione sembrava essere stata trovata venerdì dal
Comune, che aveva offerto la disponibilità della struttura scolastica in via
Pasquale Scura, a Montecalvario. Ma quella sera un gruppo di residenti ha
impedito l’accesso degli immigrati nella scuola, alzando vere e proprie
barricate e mettendo in scena una violenta contestazione. Secondo diversi
esponenti di collettivi napoletani, nonché
che hanno supportato la protesta degli immigrati, la protesta popolare
sarebbe stata fomentata da esponenti di estrema destra attivi nella
Municipalità del centro.
Una volta sfumata l’ipotesi della scuola di Pasquale Scura,
i lavoratori stranieri sono rimasti quindi senza alcuna sistemazione, e hanno
trascorso ieri l’ennesima notte per strada.
Da questo clima di attesa ed esasperazione è nata la
protesta di oggi: intorno alle 7.30 il gruppo degli sfollati di Pianura ha
occupato il sagrato del Duomo per poi spostarsi con l’arrivo della polizia
all’interno della chiesa, insieme ad alcuni esponenti dei sindacati e ad
attivisti di collettivi e centri sociali napoletani. Hanno richiesto la
mediazione del Cardinale Sepe – “molti di noi sono anche cristiani”, ha sottolineato
un ragazzo del Burkina Faso arrivato da poche settimane in Italia. Ma da parte
del Cardinale, fuori Napoli in questi giorni, non sembra essere arrivato grande
sostegno.
La polizia nel frattempo ha invitato più volte gli immigrati
a lasciare la cattedrale. E poco dopo l’invito si è trasformato in scontri che
hanno portato al fermo di tre cittadini stranieri.
Dopo i fermi è
partita un lunga trattativa per il rilascio dei tre, due dei quali hanno
posizioni regolari; il terzo ha fatto invece richiesta di asilo politico.
Intorno alle quindici sono stati rilasciati i primi due fermati: Celeste Ramos,
sindacalista della Uil e Francisco Ramos. Secondo molti testimoni la donna non
aveva opposto alcuna resitenza e sarebbe stata fermata quindi senza alcun motivo
evidente. La stessa sindacalista ha raccontato in seguito di essere stata
portata nel furgone della polizia insieme al terzo straniero fermato, Musa
Boure, della Costa D’Avorio, e ha anche raccontato spaventata di avere
assistito ad un violento pestaggio di Boure da parte della polizia. Fino a metà
pomeriggio non si sono avute infatti notizie di quest’ultimo, che dopo il
pestaggio era stato portato in ospedale per essere necessariamente medicato.
“Chiediamo al Cardinale di rivolgere alla città un appello per la tolleranza,
di condannare gli atti di violenza verso gli immigrati inermi, e di smentire le
voci secondo cui sarebbe stata la stessa curia a chiamare la polizia: sarebbe
un fatto gravissimo”, ha dichiarato un portavoce degli occupanti.
Una volta appurate notizie certe del rilascio del terzo
fermato, intorno alle 16,30 il gruppo dei manifestanti ha lasciato il Duomo per
dirigersi in corteo verso il Comune, dove li aspettava un incontro con il
sindaco. I manifestanti hanno ottenuto di lasciare il Duomo senza essere
identificati. Alle trattative con la polizia e con il Sindaco hanno partecipato
anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune Giulio Riccio, l’assessore
provinciale alla Pace Isadora D’Aimmo e l’assessore regionale al Lavoro Corrado
Gabriele – una delegazione composita che si è adoperata per fare dimenticare le
recenti mancanze a carico delle amministrazioni locali. “E’ necessario
riabilitare la città alla patente di tolleranza”, ha commentato Riccio.
Scandendo “Casa per tutti!” e “No apartheid!” il gruppo di
circa trecento manifestanti, che nel frattempo ha raccolto adesioni lungo la
strada, è arrivato dopo mezz’ora davanti alla sede del Comune, dove è stata
ricevuta una delegazione.
Nel corso dell’incontro con il Sindaco è stata scartata l’ipotesi di garantire
nuovo accesso nella struttura scolastica di Montecalvario – “il Comune non ha
intenzione di affrontare nuovi scontri”, ha commentato un manifestante. Ma una
soluzione alla fine è stata trovata comunque: stasera 40 stranieri andranno
nella struttura della Provincia a via Speranzella e donne e bambini verranno
ospitati in strutture alberghiere. Una soluzione temporanea che dovrebbe durare
fino alla fine della settimana, il tempo necessario per approntare degli
aggiusti della struttura comunale a tre piani in via Stadera, che tra qualche
giorno potrà quindi ospitare tutto l’insieme degli stranieri sfollati da
Pianura per un periodo ma non troppo a breve termine. Stasera il primo sopralluogo alla struttura, con l’assessore Riccio ed una
delegazione di immigrati.
28 / 07 / 2008
diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
Scrivi
la tua opinione su questo
articolo,
le tue opinioni saranno
pubblicate nello spazio
Forum
|
Voci correlate
|
|
| |
Altre news sugli argomenti


|
|
|