De Gennaro ipotizza mega-discarica in Irpinia, la Regione presenta un nuovo piano
De Gennaro ripesca l’idea della «Piattaforma da 3 milioni di tonnellate», ovvero la possibile mega discarica da realizzata nell’Alta Irpinia. Un’ipotesi già sostenuta anni fa da Pecoraio Scanio ma lasciata poi cadere, che potrebbe trovare invece stavolta l’approvazione del governo Berlusconi.
Ma l’Irpinia è già in rivolta. Il piano De Gennaro prevede infatti diversi i siti per lo smaltimento dei rifiuti concentrati nella provincia di Avellino. La discarica di Savignano dovrà ospitare 700 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani provenienti da tutta la Regione. Al Cdr di Pianodardine andranno invece 42mila ecoballe, mentre la nuova “piattaforma polifunzionale” dell’Alta Irpinia, vicino Vallata, dovrebbe contenere 3milioni di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi – sempplicemente perché, secondo alcuni tecnici, l’area verde sarebbe tra le poche in Campania sufficientemente lontane da aree abitate e terreni coltivati. Ma quando ieri ad Avellino il commissario De Gennaro ha formalizzato l´ipotesi della mega-piattaforma, il presidente della Provincia Alberta De Simone ha abbandonato l´incontro, promettendo di fare ricorso all’Unione Europea: «Non consentiremo alla Campania di fare di Vallata il più grande sversatoio europeo», ha dichiarato De Simone. Mentre il sindaco di Vallata annuncia l’intenzione di ricorrere al referendum già provato a Savignano, quello di annessione alla Puglia.
Non solo dell’Irpinia si parla però nel dossier, ancora riservato e citato da “La Repubblica”, che il supercommissario Gianni De Gennaro ha consegnato ai responsabili di Regione e Province. Secondo il dossier infatti la realizzazione della mega-discarica non cancellerebbe comunque le carenze di Napoli e provincia, dove la raccolta differenziata continua ad attestarsi appena ad un 6 per cento e mancano discariche per smaltire i rifiuti prodotti nell’area. Per questo motivo De Gennaro sosterrebbe l’idoneità di altre due discariche definitive: a Chiaiano, (per 1 milione di tonnellate), e a Giugliano (700mila tonnellate). Nonostante le aree siano sovrappopolate e ritenute poco idonee dagli studi promossi dalle associazioni attive sul territorio. Il dossier contiene anche i numeri dei primi 100 giorni di De Gennaro, a tre settimane dalla scadenza del mandato. 636.728 le tonnellate di rifiuti smaltite finora dal Commissariato, stipate a Marigliano, a Ferrandelle e a Maruzzella, e in tutti i siti per lo stoccaggio teoricamente temporaneo. Oltre 37 mila tonnellate inviate in altre regioni italiane. E 71.464 tonnellate partite con i convogli per la Germania; altre 117mila in corso di invio. Ma le spedizioni si interromperanno a fine luglio. Ed è proprio luglio che De Gennaro fissa come data ultima di resistenza dell’attuale sistema, momento in cui (ottimisticamente) si rischia la saturazione delle discariche e dei siti provvisori a meno che non intervengano novità sostanziali.
Anche Serre si preannuncia intanto una nuova rivolta, in riferimento alla possibilità di un allargamento della discarica di Macchia Soprana avanzata dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. «De Luca si ricordi che se Salerno è pulita, lo deve solo al sacrificio del comune di Serre. Che chiede rispetto degli impegni», ha ribadito il sindaco di Serre Palmiro Cornetta.
Nel frattempo anche la Regione ha presentato due giorni fa il suo nuovo piano per i rifiuti. Un piano ambizioso e pieno di buoni propositi, nonostante di fatto punti ad applicare la direttiva Ue del ’76, tramite una nuova legge regionale che andrà in vigore dal 29 aprile. Ma alle difficoltà di applicazione intrinseche si aggiunge stavolta il potenziale conflitto con il governo Berlusconi. “Spetta a noi andare avanti — ha replicato ha questo proposito il Governatore Bassolino — ma siamo pronti a discutere con il Governo”.
”In Campania vengono prodotti 6500 tonnellate al giorno di rifiuti”, dice l’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini spiegando il nuovo piano regionale.
“Salerno, Benevento e Avellino superano il 34% di raccolta differenziata. L'Asìa a Napoli si è impegnata a portare entro l'anno al 20% la differenziata, la stessa quota che entro il 2008 contiamo di inviare alle industrie regionali per il riutilizzo. Così elimino 1300 tonnellate al giorno di rifiuti. Ne restano 5200 che saranno finalmente separate adeguatamente dai Cdr, fino a lasciare 3900 tonnellate di rifiuti diviso in 2600 di secco con grande capacità calorifica e 1300 di sostanza organica».
25 sono gli impianti di compostaggio incaricati di trattare la sostanza organica rimanente, «che produrranno 300 occupati»; a Santa Maria la Fossa sarà realizzato invece un impianto di gassificazione. Si punta anche ad accelerare i lavori per il termovalorizzatore di Salerno, che dovrà bruciare 1200 tonnellate al giorno. Riguardo al termovalorizzatore di Acerra, «se si farà la gara europea, i tempi saranno lunghi. Se, invece, la Ue autorizzerà la trattativa privata, i tempi per completare le due linee per il secco oscilleranno dai 18 ai 24 mesi», dichiara l’assessore.
19 / 04 / 2008