Diossina, controlli in caseifici ed allevamenti
Ieri mattina all'alba i Carabinieri del Noe e del Nas, allertati dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno proceduto al prelievo di campioni di latte e prodotti caseari per accertarne un possibile alto contenuto di diossina. Un inzio forse di maggiori controlli e garanzie a beneficio dei consumatori, che in mancanza di informazioni precise e per paura degli alimenti contaminati tendono a escludere dalla spesa molte delle produzioni campane, con il rischio di collasso per l'intero settore agroalimentare, soprattutto per i piccoli produttori.
Le ispezioni, nelle quali sono stati impegnati 400 carabinieri, hanno riguardato 25 caseifici e 60 allevamenti di bufale, prevalentemente nel casertano.
Il fatto che il bliz sia stato condotto su ordine della direzione antimafia potrebbe essere legato a intercettazioni in cui trapelavano preoccupazioni sul malessere del bestiame e sulla qualità del latte prodotto.
Il sospetto è che nonostante i risultati delle analisi delle Asl, che avevano mostrato la presenza di diossina per valori superiori ai limiti di legge, alcuni allevatori abbiano continuato a portare il latte contaminato ai caseifici.
La Procura vuole accertare perché la produzione non sia stata vietata dalle autorità preposte e se i titolari degli allevamenti fossero o meno a conoscenza degli esiti delle analisi.
“Le analisi fatte tra novembre e marzo scorsi dalle Asl di Caserta avevano rilevato la diossina superiore ai limiti nel latte prodotto dagli allevamenti e venduto ai 25 caseifici in questione – hanno spiegato i carabinieri del Noe - ma qui l'attività di controllo si è fermata ".
Le bufale intanto hanno continuato a mangiare mangime proveniente da terreni dove erano stati interrati rifiuti tossici – alcuni dei terreni in questione farebbero direttamente capo a esponenti del clan dei Casalesi.
Come risultato di questi affari sporchi, anche gli allevatori scrupolosi, con prodotti sani e controllati, stanno pagando per chi ha immesso sul mercato mozzarelle avvelenate, perché molti consumatori respingono ormai l’intera categoria di prodotti bufalini.
Per questo in questi giorni diversi produttori di latte di bufala del casertano hanno manifestato bloccando con un centinaio di trattori la confluenza delle statali Appia e Casilina nei pressi di Capua: per le difficoltà a smaltire le scorte di latte non ritirate dai caseifici produttori di mozzarella che a loro volta non riescono a commercializzare il prodotto.
Secondo Legambiente Campania "Controlli sempre più serrati sono l'unico strumento a tutela sia della salute dei consumatori che dei prodotti di qualità –E' da criminali immettere sul mercato produtti inquinati e che penalizzano la maggioranza degli allevatori seri e scrupolosi che operano in Campania".
20 / 03 / 2008