Gli Uccelli di Aristofane al campo rom di Scampia
di Davide Gaudieri
"Ieri sera, al campo Rom di via Cupa
Perillo, a Scampia, è andato in scena 'Il popolo degli uccelli',
liberamente tratto da 'Gli
Uccelli' di Aristofane. Un'iniziativa parte del progetto triennale
Punta
Corsara, sostenuto dal Ministero dei Beni Culturali, Comune e Regione
per
promuovere corsi di formazione ed eventi in campo teatrale cercando di
coinvolgere attivamente la popolazione di Scampia come di altri
quartieri
cittadini.

La commedia di
Aristofane, drammaturgo ateniese, andò in
scena la prima volta nel 414 a.C. Narra di due ateniesi, Pistetero ed
Evelpide, che stanchi di vivere
nella loro città , cercano una realtà alternativa. Approdano così al
regno degli
Uccelli, dove, inizialmente poco accettati, riusciranno poi ad
integrarsi
grazie alla mediazione dell'Upupa. Ma non si accontentano ancora della
realtà in cui vengono a trovarsi, e promuovono la fondazione della
grande
città di
Nubicucculia, che diventa per loro
strumento di ricatto nei confronti degli dei, cui sottraggono il
nutrimento
proveniente dai sacrifici offerti dagli umani. Avuta la meglio su una
delegazione dell'Olimpo, che avrebbe voluto convincere gli uccelli a
desistere
dal loro proposito, infine Pistetero ed Evelpide riescono ad ottenere
dagli dei
i benefici di cui fanno richiesta, e diventano sovrani corrotti nella
neo
fondata città .
La
re-interpretazione in scena sabato ha visto come attori alcuni Rom del
'Campo
delle Case Rosa', in particolare i giovani, coadiuvati da
professionisti del
teatro - Maurizio Lupinelli, uno dei promotori del progetto, Andrea
Saggiomo,
Elisa Pol, Maurizio Gallo - e dall'associazione 'Chi rom...e chi
no'.
Il palco è il
piazzale al centro del campo, abitato da una famiglia allargata di
origine
serba.
Si inizia con i
protagonisti, che si interrogano sul proprio futuro. Il clima è
leggero, da
commedia. Quando i due arrivano al regno, gruppi di uccelli, cioè¨ i
giovani
Rom, si avvicinano alla scena da diverse direzioni, catturando lo
sguardo dello
spettatore ora qui, ora li: camuffati con lunghi becchi, e truccati
vistosamente, creano un atmosfera di mistero.
Dopo poco è la
volta
dell'Upupa, interpretata da Samantha, una ragazzina del campo dalla
forte
carica espressiva, che affronta con decisione i due nuovi arrivati nel
regno
degli uccelli.
E quando si propone
la fondazione della nuova città, arriva la delegazione dell'olimpo,
qui
attualizzata nelle vesti di un emissario del comune, che vorrebbe
inibire i
lavori per mancanza di permessi: malmenato da Pistetero ed Evelpide, i
lavori
hanno inizio.
Questa forse è la scena più bella: tutti gli
'uccelli'
che mimano
la costruzione della città, ora correndo, ora danzando, ora agitando al
suolo
dei bastoni: non è facile descrivere un movimento insieme caotico e
ordinato,
veloce e ritmato, che riempie l'intero
piazzale.
A conclusione, la
scena vede i due ex ateniesi corrotti
da offerte di cibo, a simboleggiare il decadimento della nuova
comunità .

Finito lo
spettacolo, cui hanno assistito circa 70 persone, più tutti gli
abitanti del
campo che non recitavano, il banchetto c'è stato davvero: cena tzigana
per
tutti. Le pietanze sono state preparate dalle donne del campo, aiutate
dalle
volontarie dell'associazione 'Chi rom... e chi no', che ha promosso ed
organizzato
l'evento. Alcuni cibi dall'aspetto esotico per i napoletani, come un
pasticcio
fatto di patate uova carne e formaggio, o involtini di verze e carne, sono stati offerti insieme ad altri più
familiari come peperoni in padella e melanzane fritte, nonchè diversi
tipi di
dolce, tutti molto gustosi. A ciò si è accompagnata la musica, un pò
tzigana, un pò da discoteca, con alcuni ragazzini Rom che si esibivano
in passi
di break-dance. Sicuramente è stato il momento di maggior unione, con i
visitatori napoletani e gli abitanti del campo che mangiavano alla
stessa tavola,
gli stessi cibi, e ballavano insieme.
Verso le 22:30, la
festa si è andata spegnendo:
lasciamo il campo con l'immagine finale della campagna buia, la sola
luce delle
stelle ad illuminare un ratto che rapidamente si sottrae alla
vista".
testo e foto di
Davide Gaudieri 27 / 07 / 2008