Governo, Commissariato, Regione e la sfida dei rifiuti
Il primo Consiglio dei ministri del nascente governo Berlusconi dovrebbe tenersi a Palazzo Reale, Napoli, tra il 15 e il 20 maggio, secondo quanto confermato dal nuovo capo del governo.
Una data che coincide con la fine del mandato del commissario ai rifiuti Gianni De Gennaro, che terminerà il 10 maggio.
Se la Campania dovesse riuscire a tornare alla normalità, con la fine del mandato dovrebbe essere liquidata la struttura del Commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti, e i poteri dovrebbero ritornare alla Regione e agli enti locali.Un’ipotesi che già apre ad un probabile scenario di scontri tra il governo centrale e quello regionale.
Già da lunedì sera tutti i dirigenti campani del Pdl sono tornati a chiedere con forza le dimissioni di Bassolino, mentre Silvio Berlusconi in conferenza stampa ha ribadito la sua posizione sulla questione immondizia: «I rifiuti di Napoli hanno rovinato la nostra immagine nel mondo».
Lo stato dei fatti della gestione rifiuti dall’inizio del regno di De Gennaro è che la produzione giornaliera di rifiuti viene in qualche modo smaltita, è stato ridotto l’accumulo delle 250.000 tonnellate lasciate a marcire per strada per diverse settimane, e oggi quelle rimaste non smaltite saranno 30-35.000, ovviamente sempre in provincia o in periferia. Il sito di stoccaggio provvisorio di Santa Maria la Fossa (Caserta) dovrà raccogliere in tutto circa 350.000 tonnellate di rifiuti. Poi c’è l'accordo con la Germania, grazie al quale hanno lasciato Napoli via treno complessivamente 200.000 tonnellate. Il resto si cerca di smaltirlo tra la discarica di Macchia Soprana, a Serre (Salerno), inviando qualcosa ad altre regioni italiane che collaborano malvolentieri. A questo si aggiungono i diversi siti di stoccaggio provvisori aperti dai singoli comuni.
Soluzioni parzialmente funzionanti nel breve periodo ma profondamente fragili. Continua a non essere visibile una volontà di cambiamento netto in direzione di una vera raccolta differenziata, o sul fronte della riduzione dei rifiuti all’origine della produzione industriale o della commercializzazione.
Senza dimenticare che i rifiuti raccolti nei siti provvisori dovranno prima o poi trovare un’altra collocazione definitiva. E che i sei milioni di ecoballe depositati soprattutto a Taverna del Re aspettano sempre di essere smaltiti. Certo, De Gennaro ha avviato l'apertura di tre nuove discariche, a Savignano Irpino (Avellino), S. Arcangelo Trimonte (Benevento), e Terzigno (Napoli). Ma la prime due si trovano appena affianco a discariche appena chiuse, e la terza è all'interno del Parco del Vesuvio. Scelte che prestano facilmente il fianco a immediate e motivate contestazioni. Se il piano del Commissario prosegue le prime due dovrebbero essere pronte per fine giugno, per accogliere i rifiuti delle loro province e probabilmente anche quelle di Napoli, che non avrà ancora discariche a disposizione. Ma il compito di convincere le popolazioni della bontà del piano passa a questo punto a Sivio Berlusconi.
Il neopresidente del Consiglio ha dichiarato che risolverà l'emergenza rifiuti in due mesi. E che per questo scopo terrà a Napoli il primo Consiglio dei ministri, per dimostrare come il governo ritenga la crisi rifiuti un fatto nazionale. Ha ribadito anche che lui stesso stabilirà una sede operativa in città per tre giorni alla settimana, fino a che non sarà “avviata concretamente la soluzione di questo problema che fa tanti danni al nostro turismo e alle esportazioni. Napoli, più che una trasferta, è un impegno preciso e di medio termine per il mio lavoro”.
Sede della riunione del Consiglio dei ministri sarà Palazzo Reale, nelle sale che ospitarono già il G7 nel '94; la prefettura farà da"sede operativa", mentre ad ospitare il Cavaliere sarà Villa Lucia, al Parco Grifeo, proprietà di Diana De Feo, moglie di Emilio Fede appena eletta senatrice per il Pdl.
17 / 04 / 2008