"Jenin Jenin" e "La svergognata": cinema e teatro palestinesi al Galleria Toledo
Oggi alle 19 alla Galleria Toledo incontro con il regista ed attore palestinese Mohammed Bakri e proiezione del suo “Jenin Jenin”. Dal 29 gennaio al 3 febbraio invece "La svergognata", spettacolo teatrale di Anita Mosca dal romanzo della scrittrice palestinese Sahar Khalifeh.
L'incotro con Mohammed Bakri è promosso dall’Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero e dall’università l’Orientale, nell’ambito di una rassegna a difesa della libertà artistica e di opinione, proprio nel momento in cui in Israele riapre il processo contro Bakri, accusato di vilipendio delle forze in seguito alla realizzazione del film che verrà proiettato stasera.
“Jenin Jenin” deve infatti il suo nome all'omonimo campo per i profughi palestinesi; un luogo la cui istituzione è già facilmente contestabile e che stato poi negli ultimi anni teatro di innumerevoli e più o meno evidenti soprusi da parte delle forze dell’ordine israeliane; e in questo senso il processo a Bakri sembra un invito a scoraggiare analoghe iniziative da parte di registi, artisti e intellettuali che vivono in quei territori.
Partendo proprio da Napoli, Bakri farà tappa nelle principali città italiane per proiettare il film e confrontarsi con il pubblico.
Si comincia oggi al Galleria Toledo alle 17.00 circa, con l’incontro “Palestina:TRACCE”, cui prenderanno parte, oltre allo stesso regista, anche Nicola Perugini dell’ Università di Siena, Raffaele Porta dell’ Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero, Andrea Del Grosso dell’ Hawiyya, Centro di Documentazione sulla Cultura Palestinese.
Alle 19.00 circa la proiezione di “Jenin Jenin”. Realizzato nel 2002, il film racconta dei raid aerei israeliani sulla popolazione palestinese, allo scopo di catturare o uccidere militanti, delle devastazioni e delle efferatezze contro i civili.
L’ingresso alla proiezione è gratuito.
Partecipa all’evento anche Anita Mosca, adattatrice e regista dello spettacolo “La Svergognata”, in scena dal 29 gennaio al 3 febbraio sempre al Galleria Toledo, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Sahar khalifeh: uno sguardo sulla società palestinese questa volta concentrato sulla dimensione femminile, attraverso i conflitti tra vecchi e nuovi valori e percorsi individuali in cerca dell’identità e della liberazione.
Un racconto a diverse voci, anzi diverse lingue e dialetti, che si intrecciano per raccontare in questo caso nessun caso eclatante di violenza o repressione, ma solo la semplice e quotidiana fatica dell’essere donna in certi contesti, tra pressioni e violenze sottili eppure crudeli e fortemente limitanti; alla ricerca di, come scivono gli autori, “quella maledetta ineluttabile relazione, che esiste in certe società, tra l’essere donna e la vergogna, la femminilità e lo scandalo”.
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28 / 01 / 2008