L'Italia davanti alla Corte europea per il caso Campania; a Chiaiano presidio e proteste
Oggi tocca all'Italia deferire davanti alla Commissione Europea sul disastro della gestione rifiuti in Campania. Un disastro che continua ad andare in scena questi giorni con i rifiuti in strada e le proteste crescenti a Chiaiano contro la decisione del commissario De Gennaro, supportata dal sindaco Iervolino, di aprire una discarica per i rifiuti di Napoli in una delle poche aree verdi cittadine, area peraltro dall'ecosistema particolare e degno di tutela, che stava infatti per essere inserita nel progetto di un parco collinare.
Bruxelles ha intanto deciso di portare avanti l'iter legale avviato lo scorso anno, puntando il dito contro le misure ancora "insufficienti" e le soluzioni solo "parziali" che, ad oggi, non hanno permesso di risolvere il problema in modo duraturo. Oggi verra' finalizzata, e dunque resa giuridicamente vincolante, la decisione del 30 aprile di portare Roma davanti ai giudici Ue per il problema campano: per "la mancata esecuzione della direttiva quadro sui rifiuti e del piano regionale del 1997 per la loro gestione, mai applicato correttamente", hanno spiegato fonti vicine al dossier (AdnKronos).
"Domani ci sara' una decisione sul caso dei rifiuti in Campania, nel contesto del pacchetto infrazioni" si e' limitata a dire Barbara Helfferich, portavoce del commissario Ue all'Ambiente Stavros Dimas.
La Commissione aveva inviato all'Italia una prima lettera di richiamo a giugno dello scorso anno, a cui il governo reagì adottando un decreto legge che, tra le varie misure di emergenza, prevedeva l'apertura di quattro nuove discariche.
Ma il dl offre una soluzione parziale, mancando "un approccio sistematico e a lungo termine alla soluzione di una crisi imputabile all'incapacita' sistematica delle autorita' italiane di creare una rete adeguata di impianti di smaltimento dei rifiuti in Campania", ha affermato l'esecutivo Ue in quell'occasione, accusando l'Italia di violazione della direttiva quadro sui rifiuti.
Il punto sarebbe soprattutto la mancata creazione di "una rete adeguata di impianti di smaltimento in grado di assicurare un elevato livello di protezione dell'ambiente e della salute pubblica nella regione".
Alla luce della risposta del governo alla prima lettera e delle riunioni con le autorita' italiane, a ottobre la Commissione ha inviato una nuova lettera di messa in mora in cui, in aggiunta alle carenze gia' segnalate, sottolineava anche la mancanza di attuazione del piano di gestione dei rifiuti previsto dalla direttiva europea da dieci anni.
Il governo italiano quel punto ha cercato di adottare i nuovi provvedimenti d'urgenza contenuti in un'ordinanza del governo dell'11 gennaio 2008, ma secondo la Commissione questi non offrivano ancora "una soluzione a lungo termine per assicurare una gestione di rifiuti in Campania conforme alla normativa comunitaria".
A causa dei gravi problemi per la salute umana e l'ambiente, legati al persistere della crisi, l'esecutivo Ue il 30 gennaio scorso, "pur salutando gli sforzi" delle autorita' italiane, ha deciso di portare avanti la procedura inviando un parere motivato, anticamera del deferimento davanti ai giudici di Lussemburgo che partira' oggi.
Nel frattempo a Chiaiano ieri è stata la prima giornata del consiglio intercomunale permanente tra l'VIII^ Municipalità di Napoli, i Sindaci di Marano, Mugnano e Calvizzano, i Presidenti delle Commissioni Ambiente e Politiche Sociali del Comune di Napoli, insieme al Comitato in difesa delle cave di Chiaiano-Marano, davanti al sito designato come discarica.
Ma anche la prima giornata di proteste più accese, e la tensione è salita in diversi momenti. A partire da una caccia all'uomo nella tarda mattinata, ritenuto dai manifestanti un'infiltrato della Digos che per questo motivo avrebbe ripreso con la telecamera diversi partecipanti al presidio.
Nel pomeriggio i manifestanti hanno ostruito l'accesso a via Cupa del Cane, strada di accesso alla cava indicata come sito per la discarica, con decine di alberi e arbusti tagliati; anche altre strade d'accesso sono state ostruite.
Ma è soprattutto in serata che la protesta si è fatta più tesa. Centinaia di manifestanti hanno protestato in diverse zone di Chiaiano e della zona collinare di Napoli. In via Orsolona ai Guantai due bus sono stati bloccati, i conducenti e i passeggeri sono stati fatti scendere e i mezzi sono stati poi messi di traverso lungo la strada bloccando il traffico. Analoga scena si e' verificata nei pressi dell'ospedale Monaldi, dove un bus di linea e' stato bloccato e messo di traverso in strada, anche in questo caso bloccando la circolazione per diverso tempo.
06 / 05 / 2008