Marcia Acerra-Napoli: il racconto di un partecipante
Sabato scorso più di 200 persone hanno percorso a piedi la distanza che separa Acerra e Napoli, per chiedere un diverso piano per lo smaltimento dei rifiuti in Campania. Pubblichiamo il racconto e le foto inviate da un partecipante.
La Marcia del SI
di Davide Gaudieri
"Acerra stazione ferroviaria, Napoli piazza Garibaldi: 15 km, 200 persone sotto il sole, in una torrida giornata di inizio estate.
Quali i motivi? La marcia del Si, così battezzata dai promotori, “Rete Campana Salute e Ambiente” e “Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania”, ha raccolto chi, opponendosi all’orientamento dell’attuale piano rifiuti, chiede un’alternativa più sostenibile dal punto di vista ambientale, e non solo. Perchè quando si parla di rifiuti, si parla di salute, di ordine pubblico, ed ultimamente, di democrazia ed eguaglianza dei cittadini.
La richiesta più importante è quella di attivare su larga scala la raccolta differenziata dei rifiuti organici, che da soli costituiscono circa il 30% dei rifiuti urbani, e da cui è possibile ricavare concime e gas combustibile. Altre richieste sono la bonifica dei territori campani inquinati da rifiuti tossici che per anni vi sono stati sversati, l’utilizzo estensivo della raccolta differenziata e del riciclaggio in luogo dell’incenerimento, l’uso corretto degli incentivi Cip6 per le vere energie alternative, un maggior controllo del ciclo dei rifiuti tossici. Non manca un’esortazione alla pacificità delle lotte dei cittadini, ed una critica al decreto legge 90 del 23 maggio.

Verso le 10:30 si parte. Durante tutto il percorso distribuiamo volantini ai passanti, spiegando i motivi della manifestazione, e declamiamo slogan a favore di raccolta differenziata e riciclaggio e contro l’incenerimento dei rifiuti. Percorriamo così molti km sotto il sole, e diventiamo ben presto un gruppo compatto ed affiatato, unito dalla fatica e dal sudore.
Ci scortano egregiamente polizia e vigili urbani che condividono con noi caldo e sete. Fondamentale l’assistenza di due pickup della protezione civile che ci garantiscono un continuo approvvigionamento d’acqua, necessaria per rinfrescarci e dissetarci. Le persone che incontriamo sono interessate, alcune però sono poco informate sulla questione rifiuti: significativo uno scambio avvenuto verso la fine della marcia, a via Stadera, Poggioreale.
Io ed un’altra manifestante entriamo in un bar dove degli uomini ci chiedono i motivi della manifestazione, noi esordiamo convinti: “contro gli inceneritori!” loro rispondono: “…e cosa dobbiamo farcene dell’ “immondizia”?”…a questo punto spieghiamo che gran parte dei rifiuti urbani sono riciclabili, che il 30% di ciò che viene incenerito diventa ceneri da stoccare in discariche speciali, e che gli inceneritori comunque inquinano - qui altra interruzione “ma se sono a norma!”…ed io faccio notare che la norma fissa un limite alle emissioni inquinanti…”come le macchine: una euro4 inquina meno di una euro1, ma inquina lo stesso, sicuro più di una futura euro 5…” Alla fine si convincono del fatto che il riciclaggio è la migliore delle strade da seguire, complice anche la rievocazione da parte del più anziano di loro del ricordo dell’uso dei “vuoti a rendere”. Soddisfatti, li salutiamo e corriamo per raggiungere il gruppo.
Arriviamo infine a Piazza Garibaldi verso le 15:15, dove ci riposeremo per poco più di un’ora, prima di ripartire, stavolta sotto forma di corteo, e molto più numerosi, alla volta di piazza Dante, meta finale della manifestazione".
Racconto e foto di Davide Gaudieri