EcodiNapoli - di Viola Sarnelli
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Mozzarella, i dati definitivi presentati dai ministri Turco e De Castro

Diossina sotto i livelli limite previsti dalla legge in oltre l'80% dei campioni di mozzarella analizzati. I ministri della Salute Livia Turco e delle Politiche agricole e forestali Paolo De Castro hanno fornito ieri i dati definitivi delle analisi condotte dall'Istituto superiore di sanita' (Iss) e dall'Istituto zooprofilattico dell'Abruzzo e Molise, laboratorio nazionale di referenza per le diossine.

Dalla prima tranche di analisi condotte nelle province di Napoli, Caserta e Avellino su 271 campioni di latte provenienti da 646 diversi allevamenti, e prelevati in 173 caseifici, "sono risultati conformi 232 campioni, pari all'85,6%". Mentre "39 campioni (pari al 14,4%) sono risultati non rispondenti ai limiti cautelativi, fissati in via provvisoria dal piano concordato con le autorita' comunitarie".
Cio', rilevano i due ministeri in una nota, "ha permesso di individuare 102 allevamenti potenzialmente contaminati, che sono stati gia' posti sotto sequestro sanitario".

Nella seconda fase del piano di campionamento, che ha interessato le province di Salerno e Benevento, "sono stati prelevati 116 campioni di latte da 67 diversi caseifici, interessando 313 allevamenti". "Tutti i campioni analizzati sono risultati conformi. Cio' ha confermato -si legge ancora nella nota congiunta- che tali province non sono state interessate dal fenomeno della contaminazione da diossina".

Per questa ragione secondo Turco e De Castro "il 'problema diossina' esiste in modo circoscritto e comunque in misura ridotta rispetto a qualche anno fa, quando i riflettori dei mass-media, della comunita' nazionale e internazionale, non erano puntati sulla Regione Campania, attirati dall'emergenza rifiuti urbani".

Negli allevamenti che hanno fornito il latte ai caseifici in cui e' stato riscontrato il superamento dei limiti fissati, continuano i ministri della Salute e delle Politiche agricole, "sono in corso gli opportuni approfondimenti che prevedono, tra l'altro, il prelievo di campioni di latte e di alimenti zootecnici in ogni singolo allevamento, il divieto di cessione o commercializzazione, a qualsiasi titolo, di latte e prodotti lattiero-caseari da essi provenienti, e il divieto di movimentazione degli animali di qualsiasi specie".

Per quanto riguarda i controlli effettuati sugli 83 allevamenti posti sotto sequestro, che avevano fornito il latte ai 25 caseifici i cui prodotti erano risultati positivi per diossina nel mese di marzo, "48 sono risultati negativi alle analisi condotte su campioni di latte e mangime, 31 sono risultati positivi alle analisi sul latte e 4 sono risultati positivi alle analisi sul latte e mangimi". Queste misure si aggiungono, informano Turco e De Castro, con quelle effettuate nei mesi di febbraio e marzo. E i risultati raggiunti sono "l'isolamento degli allevamenti a rischio diossina con il loro sequestro cautelativo; l'identificazione degli allevamenti contaminati dalla diossina, che consentira' di avviare le bonifiche necessarie a rimuovere le cause della contaminazione; la garanzia sul fatto che tutto il latte di bufala campano commercializzato in ambito nazionale e internazionale e' in regola con le norme sulla diossina; la certezza che tutti i prodotti derivati dal latte di bufala campano commercializzati in ambito nazionale e internazionale sono in regola con le norme sulla diossina".

Sono state già quasi totalmente riattivate le esportazioni sul mercato estero, bloccate per l'allarme diossina. I due ministri ricordano quindi che "le attivita' di controllo ufficiale eseguite in Campania hanno permesso, grazie alle negoziazioni condotte dal ministero degli Affari esteri sulla base delle informazioni e della documentazione fornita dal ministero della Salute, di limitare da subito le ripercussioni negative legate alla commercializzazione dei prodotti lattiero caseari provenienti dall'intero territorio italiano. In Paesi come Corea del Sud, Cina, Giappone, Hong-Kong e Taiwan. Il ministero della Salute e' anche intervenuto, continua la nota, sulle autorita' di Paesi terzi, partner commerciali dell'Italia, con cui sono stati instaurati rapporti improntati a reciproca fiducia. In questo caso le nazioni coinvolte sarebbero state Argentina, Australia, Bielorussia, Brasile, Canada, Cile, Croazia, Emirati Arabi Uniti, Federazione Russa, Messico, Nuova Zelanda, Peru', Stati Uniti, "per fornire tutte le informazioni disponibili. Cio' ha fatto si che detti Paesi non adottassero alcun provvedimento". Ne' e' stata applicata la clausola di salvaguardia nei confronti dell'Italia da parte della Commissione europea.

Un risultato sottolineano i ministri, raggiunto anche grazie "al ruolo svolto dagli Istituti zooprofilattici sperimentali di Napoli e di Brescia, dell'Iss e del centro di referenza nazionale per le diossine dell'Isz di Teramo, nonche' del consorzio interuniversitario nazionale 'La chimica per l'ambiente' di Porto Marghera (Ve) e di un laboratorio privato di Amburgo, proposto dalla stessa Commissione Ue, che hanno fornito la loro piena collaborazione per l'attuazione del Piano".

In conclusione, affermano i ministeri della Salute e delle Politiche agricole e forestali, "oggi tutti i nostri prodotti lattiero-caseari, mozzarella di bufala campana inclusa, possono essere commercializzati liberamente sul mercato internazionale, senza sottostare a rafforzamenti di controlli alle frontiere degli altri Paesi. Nelle nazioni in cui sono state fatte analisi per la ricerca di diossina in mozzarelle, come il Belgio, i prodotti sono risultati tutti conformi"(AdnKronos).

30 / 04 / 2008

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