Napoli a Cannes: Gomorra e Sorrentino, aspettando Ferrara
Tre volte Napoli a Cannes. Premiati ieri a Cannes, rispettivamente con il Grand Prix e
con il Premio della Giuria,
Gomorra di Matteo Garrone, il film sulla
nuova camorra tratto dal libro di Roberto Saviano, e
Il divo del
napoletano Paolo Sorrentino, ispirato alla storia personale e politica di Giulio
Andreotti.
E sempre a Cannes è stato annunciato anche l'inizio della post-produzione di
Napoli Napoli Napoli di Abel Ferrara.
Due partecipazioni, una diretta e l’altra indiretta di
Napoli al festival francese – di
Paolo Sorrentino (
Le conseguenze dell’amore,
L’uomo in più) come regista partenopeo, sebbene da poco trasferitosi a Roma, e di
Gomorra
come opera collettiva, all’interno della quale è romano il regista
Matteo
Garrone, autore anche del suggestivo
L’imbalsamatore (2002), ma la
storia, la sceneggiatura e gli attori presi dalla strada sono tutti napoletani.
La città quindi in questi giorni ancora più del solito mostra il meglio e il peggio
di se: il cinema e la spazzatura, l’arte e la munnezza.
Anche se senza Palma d’oro, Cannes torna a premiare il
cinema italiano con un doppio riconoscimento, cosa che non accadeva dal 1972,
quando la Palma fu divisa tra Il caso Mattei di Francesco Rosi e La
classe operaia va in paradiso di Elio Petri.
"Il riconoscimento a entrambi i film in concorso – ha
commentato il Presidente della Repubblica
Napolitano - costituisce un successo
straordinario che premia e incoraggia tutti coloro che fanno cinema in Italia.
In particolare, volendo esprimere un mio forte sentimento personale, dico che
Gomorra, film di verità e di dolore su Napoli, mai come in questo momento
interroga e stimola le nostre coscienze".
Il film sta riscuotendo di fatto in questi giorni grande successo
anche nelle sale cittadine. Per quanto tra l’ampio pubblico in sala non si
capisce a volte se i ragazzini entusiasti, provenienti dagli stessi quartieri in cui sono ambientate le storie di camorra del film, riescano a prendere la giusta
distanza dalle violenze che vedono compiere ai protagonisti sullo schermo.
Anche
Toni Servillo, interprete sia di Gomorra che del Divo e "portafortuna" di entrambi, ha sottolineato il valore sociale dei due film: “il cinema
italiano torna con un linguaggio moderno a parlare della realtà, e se ne sono
accorti in tutto il mondo".
E proprio a Cannes è stato annunciato anche l’inizio della post-produzione di
Napoli Napoli Napoli, nuovo docu-fiction di
Abel Ferrara, girato in città lo
scorso anno tra giugno e luglio e prodotto
da Minerva Pictures Group srl,
Pier Francesco Aiello, Figli del Bronx – Gaetano Di Vaio, Luca Liguori e Pietro Pizzimento, e Massimo
Cortesi.
Un film nato dall’incontro di Ferrara con le storie delle donne del
carcere femminile di Pozzuoli, da cui hanno preso ispirazione tre diverse sceneggiature per tre episodi, scritti da Peppe Lanzetta, Maurizio Bracci – co-autore
anche dell’acclamata sceneggiatura di Gomorra -, Gaetano Di Vaio e Mariagrazia
Capaldo. Un’opera in cui si alternano realtà e finzione, un mosaico
complesso e affascinante come la città che rappresenta.
26 / 05 / 2008