Oh Happy Days! al Teatro Nuovo
Nuove Sensibilità, Teatro Pubblico Campano, Compagnia Gli Ipocriti presentano: “OH HAPPY DAY!”, per la regia di Emanuela Giovannini e Giorgio Spaziani. Una commedia sulla percezione esasperata del reale da parte di sei lavoratori precari…
“Oh Happy day!” è uno degli spettacoli vincitori del Concorso Nuove Sensibilità un progetto che riunisce il Nuovo Teatro Nuovo, il Teatro Pubblico Campano, il Teatro Stabile delle Marche, il Teatro Pubblico Pugliese, il Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi, il Teatro Stabile d’Innovazione Filodrammatici di Milano e il Teatro di Sardegna. con l’obiettivo di creare e sviluppare una modalità “altra” di approccio al teatro e sperimentare modi di produzione più agili e concreti.
LA TRAMA
"Una commedia ironica, surreale e fin troppo reale, che attraversa i pensieri e le frustrazioni di un agente immobiliare con la "passione" per le pistole, un'operatrice di call center ormai tutt'uno con la sedia e l'attaccapanni, una collaboratrice domestica esasperata dalla "gente per bene" per cui lavora, un operaio erotomane, un'ambulante ninfomane e un ex ragazzo immagine ora istruttore di fitness. Sei lavoratori precari uniti da una comune dispercezione del reale che li porta ad essere continuamente in uno stato alternato di eccitazione e rabbia, ad essere, in sostanza, preda di quel diffuso sport nazionale che è il parlar male degli altri. Mai come per loro "l'inferno sono gli altri", le persone che li circondano, gli amici, i compagni, i mariti, le mogli, i colleghi di lavoro… La ricerca esasperata di un briciolo di umanità emerge dalle situazioni comiche per quanto amare che vengono a generarsi".
NOTE DI REGIA
"Vedere e ascoltare i malvagi è gia l'inizio della malvagità" diceva Confucio.Ma i personaggi di questa commedia sono già ben oltre l'inizio; non solo vedono e ascoltano la malvagità, ma vi convivono, la praticano e ne sono utenti, abbonati, spettatori, attori e cittadini. Così, seppur inconsapevolmente, la rispettano, la nutrono con la loro accidia, la legittimano e sono ormai talmente assuefatti ad essa da non avere più una coscienza reale di loro stessi. Sono individui che accettano - razionalmente - la loro condizione, cedendo però irrazionalmente alla frustrazione di sentirsi "pezzi di ricambio" di una catena di montaggio che ha invaso, ormai, tutto il senso dell'esistere. Questo spettacolo di varia umanità prende le mosse da una macchina scenica che sembra esporre tutti, come in una vetrina. Abbiamo scelto di abitare lo spazio con pochi elementi, essenziali, variati sull'alternanza dei piani e dei volumi, quale segno di quanta claustrofobia si possa generare nell’alternanza di vuoto e pieno cui la precarietà ci sottopone.La nostra regia a quattro mani ha voluto, poi, concentrarsi, soprattutto, sull'interprete e la parola. Lo stile recitativo esplora, quindi, vari registri: dal contemporaneo, al tragico, al lirico, alla declamazione e li re-interpreta in chiave ironica e surreale. La scrittura di Spaziani, infatti, nel delineare l'emersione di un virulento humour nero, ha la capacità di essere una scrittura "impegnata" ma senza predicazioni, e ha l'abilità di restituire, attraverso il paradosso, un'analisi fredda e spietata della realtà attuale. Riesce, quindi, a farci ridere e a farci, in qualche modo, vergognare, subito dopo, d'aver potuto ridere di tali esempi di cattiveria".
Emanuela Giovannini - Giorgio Spaziani
con Flavia Giovannelli, Giulia Nervi, Martina Spalvieri, Luigi Orfeo, Stefano Sartore, Antonio Santorodisegno
luci Emanuela Giovannini, scena Emanuela Giovannini - Stefano Sartorecostumi Jessica Ugatti, Giulia Nervi
musiche Martina Spalvieri, coreografia Silvia Gatti
Ore 18,00
Nuovo Teatro Nuovo, via Montecalvario, 16 - Napoli
Orario Botteghino:
domenica 16.30_inizio spettacolo
Recapiti: 081/4976267
11 / 05 / 2008