Piazza del Plebiscito piena. Le proteste degli studenti invadono la città
Piazza del Plebiscito piena è il simbolo di questa ennesima giornata di proteste di studenti universitari e medi che hanno invaso la città, nel giorno in cui, come era prevedibile, il governo Berlusconi, forte della sua maggioranza, ha approvato al Senato la conversione del decreto Gelmini in legge. Ma questo risultato non ha scoraggiato il movimento degli studenti, che anzi continua a crescere, e punta alla richiesta di un referendum per abrogare la legge, sostenuta anche dai partiti dell'opposizione (Pd e Idv). Rimane ora da stabilire in che modo proporre una possibile abrogazione o modifica di quegli articoli (il 16 e il 66) contenuti nella manovra economica firmata dal Ministro Tremonti che colpiscono con tagli netti l'università pubblica e la ricerca.
La giornata delle mobilitazioni, per gli studenti universitari, è cominciata con l'assemblea d'Ateneo di tutti gli studenti della Federico II nella sede centrale di Corso Umberto, sotto lo scalone della Minerva. Da decenni quel cortile non si riempiva di un numero di studenti tale - duemila almeno - da rendere difficile la comunicazione anche con microfono e casse. Un'assemblea in cui, anche per problemi di spazio, non si è parlato molto, e che si è trasformata dopo poco in un corteo che si è diretto verso piazza del Plebiscito.

All'Orientale, occupata da una settimana, era stata ugualmente prevista un'assemblea in tarda mattinata, che avrebbe dovuto raccogliere non solo gli studenti di Ateneo ma anche quelli dei licei e in generale tutti i gradi della protesta studentesca campana. Ma è bastato poco per capire che anche la sede di Palazzo Giusso sarebbe stata insufficiente ad ospitare tutti. Così gli studenti dell'Orientale, insieme a quelli di altre facoltà della Federico II, insieme agli studenti di alcuni licei, si sono uniti al corteo - ormai lunghissimo - già partito in direzione di piazza del Plebiscito. Non la solita manifestazione, non i soliti partecipanti: a fare sentire la loro voce e le loro motivazioni, in maniera creativa ma determinata, non sono stati solo quelli che manifestano da giorni, come Lettere e Architettura della Federico II, o L'Orientale; ma c'erano stavolta anche gli studenti di Medicina, di Farmacia, Ingengeria, Fisica, Scienze Naturali, Sociologia, Agraria: e non è poco se si considera che molte di queste facoltà non prendevano una posizione così netta nè tantomeno compatta da almeno due lustri.
Gli studenti medi intanto - tra cui quelli dei licei occupati come il Genovesi, il Cuoco, il Fonseca, il Vittorio Emanuele, ma anche molti altri come il Pansini che ieri sera ha organizzato una veglia a piazza Quattro Giornate, alcuni istituti di Ponticelli e rappresentanti di quasi tutte le scuole superiori di Napoli - si erano riuniti in un altro corteo che è ugualmente convogliato nella stessa piazza assolata, che per due ore è stata pacificamente invasa da un mare colorato di circa 20.000 persone.

Dal colonnato della piazza riempito di striscioni - come quello di Ingegneria: "cedesi attività a soli 133euro"; o quello di Veterinaria: "contro la rabbia degli studenti non c'è vaccino"; o ancora "ci avete tagliato i fondi ma non ci cucirete la bocca" - alcuni portavoce del movimento hanno ribadito alcuni punti fondamentali. "Non c'è nessun partito che strumentalizza questa protesta", ha sottolineato un ragazzo; "pensare di poter fermare questa legge non è un sogno ma una possibilità concreta", ha aggiunto un altro. Dopo poco l'assemblea si è sciolta e una parte dei manifestanti si è diretta verso la stazione, bloccando i binari per circa due ore, mentre gli studenti di Lettere della Federico II hanno occupato la loro Facoltà. Ma se questa è stata una prima prova di mobilitazione comune ed estesa a tutte le diverse voci dell'isruzione pubblica cittadina, i prossimi appuntamenti sono già vicini: il 7 novembre, con i cortei studenteschi cittadini in tutta Italia; e soprattutto il 14 novembre, quando tutte le proteste studentesche locali convergeranno in un'unico corteo nella capitale.
29 / 10 / 2008