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Rifiuti – una settimana per tornare alla normalità

In una situazione in cui continuano a mancare interventi che segnino uno stacco di discontinuità con la storia recente della gestione dei rifiuti in Campania, lo sciopero degli autotrasportatori ha messo ulteriormente in risalto una crisi che non si è in realtà mai risolta, nonostante l’impressione ingannevole data dalle strade pulite del centro, fino a pochi giorni fa. Ma ora non si salvano neanche i quartieri-bene della città, e già solo il rischio di un Natale condito dai rifiuti farebbe crollare a picco tutti i tentativi di richiamo turistico che il Comune sta mettendo in opera per queste festività. Dopo lo sciopero, gli impianti di Combustibile Da Rifiuto sono stati riaperti due giorni fa, ma procedono a rilento. Secondo l’Asia i rifiuti giacenti a Napoli sono circa 3.000 tonnellate; una cifra già di per sé rilevante, che continuerà nel frattempo ad aumentare, rischiando di provocare un ulteriore sovraccarico dei Cdr. Si prevede quindi che sia necessario non meno di una settimana per smaltire i rifiuti in eccesso. E in Provincia come sempre la situazione è tendenzialmente ben più grave che a Napoli città. Nel frattempo manca meno di una settimana al 20, giorno stabilito per la chiusura del sito di stoccaggio di Taverna del Re a Giugliano. Ma la data è indicativa, e il Comune teme che la Prefettura possa disporne la riapertura, invece di dare avvio alle attività di bonifica di un’area martoriata dallo smaltimento di rifiuti non trattati come era previsto che fossero. E d’altra parte non è ancora chiara l’alternativa che dovrebbe sostituire il sito di Giugliano: in tutti gli altri luoghi ipotizzati per lo stoccamento dei rifiuti i lavori di allestimento sono stati finora puntualmente fermati o dall’opposizione di manifestanti o più spesso dagli stessi enti locali. 15 / 12 / 2007

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