Rifiuti: basta un giorno di stop degli impianti e ritorna la crisi
Basta perdere un giorno e la situazione precipita: la capacità di smaltimento dei vari siti e impianti di smaltimento dei rifiuti ormai è ridotta ai minimi termini, e se si ferma la raccolta anche solo per 24 ore si riapre la crisi da sovraccarico.
Questo perché gli impianti cdr di Giugliano e Caivano sono pieni, non riuscendo più dove smaltire le ecoballe già prodotte; allo stesso modo sono pieni anche i siti di stoccaggio allestiti temporaneamente dal Commissariato. Il sito di Ferrandelle invece, nel casertano, è chiuso da 72 ore a causa delle piogge e variazioni climatiche di questi giorni che hanno causato fuoriuscite di percolato – il liquido velenoso derivato dalla sedimentazione dei rifiuti – superiori alla norma. Se tutto va bene, dopo sistemazioni e controlli il sito potrebbe tornare operativo non prima di domani.L´ultimo treno per la Germania è partito sabato, con un carico di 900 tonnellate di rifiuti; ma ieri, come tutte le domeniche, i treni non sono partiti. E così l´Asìa, ieri notte, non ha prelevato i rifiuti per strada e i cassonetti sono di nuovo pieni - a 33 giorni dalla scadenza del mandato di Gianni De Gennaro.
Continuano nel frattempo le manifestazioni di protesta contro i siti di stoccaggio scelti nel piano di De Gennaro. A cominciare da Gianturco, dove ieri c’è stata una giornata di incontri e spettacoli per raccogliere firme e ribadire l’opposizione al nuovo sito di stoccaggio che dovrebbe essere aperto nell´ex-Manifattura Tabacchi.
Sono temporaneamente ferme invece le proteste a Savignano Irpino (Avellino), per la realizzazione della discarica regionale di Pustarza: si aspettano le risposte derivanti dalla riunione che si è tenuta sabato nella sede dell´amministrazione provinciale di Avellino. Il presidente della Provincia di Avellino, Alberta De Simone, parla di Pustarza come «scelta inammissibile». E il sindaco di Savignano insieme alla provincia chiedono lo stop ai lavori di allestimento della discarica fino alla conclusione della campagna elettorale. Ma chiedono soprattutto la provincializzazione dei rifiuti, con la esclusione di ogni impianto di stoccaggio dei rifiuti a carattere regionale; nel caso di Pustarza si tratterebbe invece di un impianto destinato ad accogliere nei prossimi 17 mesi 700 mila tonnellate di rifiuti.
Resta aperta anche la questione della gestione dei lavoratori dei consorzi che si occupano dello smaltimento dei rifiuti, consorzi che la legge regionale ha destinato a società miste pubblico-privato che dovranno essere gestite dalle Province. Venerdì gli assessori all'ambiente di quattro province, Angelo Palladino (Salerno), Maria Carmela Caiola (Caserta), Bruno Fierro (Avellino) e Giuliana Di Fiore (Napoli) hanno incontrato il presidente della regione Bassolino, l’assessore regionale all’ambiente Ganapini, il prefetto Sottile, il sindaco Iervolino e i rappresentanti del-l'Anci. La questione è che, dopo questo passaggio di mano delle responsabilità, le province dovrebbero provvedere in tempi brevi al pagamento degli oltre 10 mila dipendenti dei consorzi. Ma «questo provocherebbe un immediato dissesto nelle finanze degli enti locali», ha detto l'assessore Di Fiore. Gli assessori all'ambiente stanno elaborando un documento comune da inviare all'assessore regionale Walter Ganapini e per i primi giorni di questa settimana sono in programmi nuovi incontri.
07 / 04 / 2008