Rifiuti, tra aiuti e proteste caso ormai nazionale
Notte di guerriglia in Sardegna e manifestazioni di dissenso in molte altre regioni contro le ipotesi di trasferimento di rifiuti campani: Prodi incita invano alla solidarietà nazionale. Nel frattempo in Campania continuano le proteste contro la riapertura delle diverse discariche. E a Napoli una manifestazione della destra chiede le dimissioni dei vertici delle istituzioni locali.
La notte di protesta violenta davanti alla villa del Governatore della Sardegna Renato Soru, che aveva autorizzato il trasferimento di rifiuti campani all'impianto di smaltimento vicino Cagliari, è terminata con sette arresti e otto agenti in ospedale. Secondo il questore di Cagliari alcuni ultras sarebbero stati appositamente pagati per creare danni.
Stamattina manifestazione di protesta a Canosa di Puglia, dove addirittura anche il consiglio comunale ieri, all'unanimità, si era pronunciato contrario ad un trasferimento di rifiuti nella discarica locale. Per domani è previsto l'arrivo di un carico nella discarica abruzzese di Cerratina, con conseguente sit-in già annunciato. A Imola invece, dove nei prossimi giorni arriveranno 3.000 tonnellate di spazzatura, una scritta sul palazzo comunale invitava stamattina il sindaco a portare direttamente "a casa sua" l'immondizia di Napoli.
"Non è ammissibile che un paese come l'Italia in questa situazione non dimostri una responsabilità collettiva", ha commentato il Presidente del Consiglio Romano Prodi, in visita a Malta. "Voglio vedere quale è la regione che si prende la responsabilità di non autorizzare il trattamento dei rifiuti senza danno e guadagnando qualcosa", ha aggiunto.
Intanto nella sola Napoli ne rimangono ancora a terra più di 5.000 tonnellate. Una situazione tamponata quotidianamente con stoccaggi temporanei o con il trasporto sui treni in direzione Germania, o sulle navi dirette verso la Sardegna o verso la Sicilia, come quella partita ieri.
Per incentivare l'apertura di nuovi siti di stoccaggio da parte dei singoli Comuni, la Regionale Campania ha stanziato 6 milioni di euro. I fondi verranno erogati in proporzione alla popolazione.
Ma continua, anzi si espande, la protesta contro la riapertura di vecchie e nuove discariche in Campania.
A cominciare da Pianura. Sono stati notificati oggi al Tar del Lazio due nuovi ricorsi contro la riapertura della discarica, uno da parte del comitato degli abitanti e l'altro da parte dei Vas (Verdi Ambiente e Società), che si aggiungono a quello presentato il 10 gennaio dal Wwf.
A Napoli nel pomeriggio un corteo composto da diverse migliaia di persone ha manifestato in via Santa Lucia, sotto alla sede della Regione Campania. Esponenti di Forza Italia, Udc, Alleanza nazionale, La Destra, i Pensionati, il Partito repubblicano, Italiani nel mondo, che hanno chiesto le dimissioni del presidente della Regione Antonio Bassolino, del sindaco Rosa Russo Iervolino, del ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e del premier Romano Prodi.
Anche a Terzigno, uno dei quattro siti di stoccaggio individuati in Campania (gli altri sono Serre, S. Arcangelo a Trimonte e Savignano) si prepara la mobilitazione. Il "Comitato civico contro la discarica" sta decidendo in queste ore le iniziative di lotta. Iniziative "pacifiche, - annuncia un portavoce - ma il nostro è un no assoluto. Qui si parla di 5-600 camion di rifiuti non trattati al giorno, compresi rifiti speciali e magari anche quelli tossici. Questa non è emergenza, è un attentato alla salute".
12 / 01 / 2008