Rifiuti: il commissariato licenzia due imprese irregolari, la Cassazione fa sconti alla Impregilo
Il Commissario straordinario ai rifiuti De Gennaro blocca due ditte non a norma che gestiscono la discarica di Ferrandelle. Intanto si attende il via definitivo per la spedizione di tonnellate di rifiuti in Germania. E la Cassazione si esprime parzialmente in favore della Impregilo, una delle imprese responsabili della criminosa gestione rifiuti in Campania negli ultimi anni, riducendo la quantità di capitale inizialmente sequestrato all'azienda da parte della magistratura napoletana.
Nella discarica di Ferrandelle, nel casertano, ricavata da un bene confiscato ai clan, l’alt di De Gennaro ha bloccato due ditte, la Simont e la Acsa Spa. La prima perché ha ricevuto un’interdittiva antimafia, per sospetti legami con il clan Zaza. La seconda perché aveva realizzato le vasche in maniera da provocare fuoriuscite di percolato, il liquido altamente inquinante e pericoloso per i terreni derivante dalla giacenza dei rifiuti.
L'allarme è derivato dalle verifiche dei tecnici, che dopo una serie di controlli hanno riscontrato queste irregolarità, portando De Gennaro alla decisione di un cambio di mano: esce dunque dalla gestione della discarica il consorzio Caserta 3 (e la Acsa, che lavora alle sue dipendenze), ed entra il Caserta 2 (che opera con un'altra ditta, la Geoeco).
Con l’ordinanza 124 il Commissario ha revocato quindi l’appalto alla Simont e qualche giorno dopo ha disposto che le piattaforme di stoccaggio di Ferrandella siano completate dall’Ati Nuove Infrastrutture srl e Ponteco. La Simont, però, ha anche altri appalti: dal precedente commissario aveva ottenuto l’incarico per i lavori del sito di Casalduni, che sono quasi del tutto completati. Ma dovrebbe anche allestire le piazzole della Manifattura Tabacchi, dove però continuano i rilievi. Se si deciderà di dare il via ai lavori, bisognerà quindi affidarli a una nuova impresa (Il Mattino).
Nel frattempo rimangono ancora parecchie tonnellate di sacchetti in strada per le vie della provincia. Ma quasi 160mila tonnellate di spazzatura sembra che stiano per prendere definitivamente la via della Germania: l´accordo è stato chiuso ieri a Francoforte, con la firma degli ultimi contratti con le aziende tedesche. Aziende che con quest'operazione guadagneranno circa 30 milioni di euro (La Repubblica). Manca ormai solo l´autorizzazione dei Laender interessati perchè i treni possano effettivamente partire.
Intanto la Cassazione ha emesso una sentenza parzialmente favorevole alla Impregilo, una delle imprese che nell'ultimo decennio aveva ricevuto l'appalto per lo smaltimento dei rifiuti in Campania, responsabile tra le altre cose della produzione di migliaia di tonnellate di ecoballe non a norma e inquinanti che ora appestano diversi chilometri quadrati di territorio regionale. Sulla base del fatto che «non si tratta di un´impresa criminale», la Corte ha chiesto di ridurre l´importo del maxisequestro dei fondi della società dai 750 milioni decisi inizialmente ad una somma non ancora definita, che corrisponderà però probabilmente a meno della metà della cifra originaria.
Il verdetto della Corte di Cassazione accoglie le istanze della difesa aprendo pericolosamente il fianco a nuovi risvolti nell´ambito del processo sui rifiuti che ha già visto il rinvio a giudizio del governatore Bassolino insieme ad altri 27 imputati, tra cui Piergiorgio Romiti (figlio di Cesare), ex amministratore delegato di Impregilo, la multinazionale di opere pubbliche e ambientali che figura tra i suoi azionisti la società Autostrade, il gruppo Benetton, le Assicurazioni Generali.
Un pronunciamento, quello della Cassazione, che stupisce perchè in contrasto con tutto il lavoro portato avanti negli ultimi mesi dai magistrati di Napoli. E a sottolineare il cambiamento di rotta ci sono anche i risultati di Piazza Affari: subito dopo il pronunciamento i titoli azionari di Impregilo insieme a quelli di Fisia, altra società indagata, hanno registrato una netta impennata in borsa .
La parte dei fondi stabilita non verrà comunque dissequestrata fino a quando non sarà resa nota, entro un mese, la motivazione del provvedimento.
Ma la Corte Suprema ha di fatto accolto le richieste degli avvocati delle società incriminate e dello stesso procuratore generale nello stabilire che la somma di capitale societario da tenere sotto sequestro, così come identificata dai pm campani, debba essere ridotta. Proprio lo stesso pg, nella sua requisitoria ha infatti argomentato che non si possono equiparare le attività di società legali, eventualmente responsabili in Campania di condotte illecite riguardo alla gestione del ciclo dei rifiuti, con società criminali.
01 / 04 / 2008