Rifiuti, incendi e proteste
Sono una novantina i roghi spenti dai vigili del fuoco nel napoletano, in un arco di tempo che va dalle 20 di ieri alle 12 di oggi. Come accade ormai da settimane, le fiamme sono state appiccate ai cumuli di rifiuti nelle strade del capoluogo e della provincia.
A Napoli gli interventi si sono concentrati nel quartiere di Ponticelli,alla periferia a orientale della citta'. Ma i vigili del fuoco sono dovuti intervenire soprattutto in provincia, a Cercola, Casoria, Pozzuoli, San Giuseppe Vesuviano, Villaricca, Quarto e altre aree della zona flegrea.
Nel frattempo proseguono le proteste a Pianura, dove il Commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania ha ipotizzato la riapertura, dopo 11 anni, della discarica di contrada Pisani.
SOno state due le manifestazioni di oggi. una a Fuorigrotta, a pochi passi dallo stadio San Paolo, dove una cinquantina di persone hanno effettuato un blocco stradale, interrottosi poi dopo l'intervento della polizia in assetto antisommossa.
All'altra invece, nella stessa zona di Contrada Pisani individuata per la discarica, hanno partecipato circa 300 persone, che dopo un sit-in si sono mosse in corteo. E agli abitanti di Pianura si sono presto aggiunti quelli di Pozzuoli, sfilando insieme: anche una parte di Pozzuoli sarebbe infatti a stretto contatto con la nuova sede della discarica.
Una rivolta che continua sembrare destinata ad estendersi. Il 14 gennaio è annunciata una manifestazione a Benevento contro la localizzazione di un nuovo sito per i rifiuti a 'Colle Alto' di Morcone, indetta dal coordinamento dei comitati civici campani e molisani. Comitati che chiedono alla Provincia di Benevento di "dichiarare ufficialmente il sito di Colle Alto non idoneo per il trattamento dei rifiuti".
Rimangono quindi le difficoltà di trovare una soluzione al problema rifiuti, e a queste si aggiunge in queste ore anche il concreto pericolo derivante dalla diossina sprigionata dai roghi di rifiuti.
Tutto questo appena dopo il messaggio di fine anno di Napolitano, che accennava proprio ai "particolarismi politici e localistici" che impediscono la soluzione di una emergenza "sempre più allarmante".
02 / 01 / 2008