Rifiuti: proteste a Chiaiano, si preparano i provvedimenti europei
Questo pomeriggio l'intero quartiere di Chiaiano ha sfilanto in corteo contro la nuova discarica nell’area in attesa di riqualificazione che stava per entrare a far parte del Parco delle Colline. E che il Commissaro straordinario ai rifiuti De Gennaro ha indicato invece come sito dove stipare almeno 700mila tonnellate di rifiuti solidi urbani, per rendere Napoli autonoma nello smaltimento senza continuare a gravare sulle altre provincie campane, in questi giorni altrettanto sul piede di guerra.
Ma certo l’area non sembra delle più indicate. La scelta va a colpire infatti uno dei pochi polmoni verdi cittadini, da anni usato criminalmente come discarica abusiva, che finalmente, dopo le guerre dei comitati e i ricorsi all’Unione Europea, era in via di riqualificazione.
Ieri hanno ribadito un netto no alla discarica l’Ottava Municipalità e il Consiglio comunale di Marano, il cui Comune confina con il quartiere di Chiaiano. La settimana scorsa si era espresso contrariamente anche il Consiglio comunale di Napoli, mentre ora si vede qualche indeciso in area di centro sinistra, dopo le esternazioni possibiliste del Sindaco Iervolino, sotto il pressing del Commissario De Gennaro che minaccia una nuova e disastrosa crisi estiva dello smaltimento dei rifiuti.
Ma possibile che Chiaiano rimanga l’unica ancora di salvezza per i rifiuti napoletani? Perché invece il Comune non si impegna seriamente per fare partire davvero la raccolta differenziata, sancita da un’apposito Piano comunale approvato un mese e mezzo fa, ma da allora ferma agli stessi risultati inferiori al dieci per cento della raccolta totale dei rifiuti?
Ancora una volta sembra mancare la volontà di una svolta decisiva, non è dato sapere se per incapacità decisionale o per interessi radicati, e Chiaiano sembra l’ennesimo tamponamento temporaneo. Ma la rovina dell’area delle cave e il fallimento del progetto del parco collinare rischierebbe di avere invece effetti più che temporanei sulla qualità della vita cittadina – si parla infatti di un’operazione che oltre ad impedire la riqualificazione rischierebbe anche di inquinare le falde acquifere sottostanti che alimentano tutta la città, come segnalato da un geologo della Federico II come il prof. Ortolani.
Mentre il Comune non riesce a superare la sua fase di empasse, domani la Commissione europea decidera' di deferire l'Italia davanti alla Corte europea di Giustizia a causa delle misure ancora insufficienti per rispondere al problema in modo duraturo. Tuttavia "la decisione sara' formalizzata il 6 maggio, per avere il tempo di informare il paese. Dunque sara' giuridicamente vincolante solo da quella data", secondo quanto spiegato da portavoce europei, spiegando che i capi di gabinetto Ue hanno dato via libera alla proposta di far avanzare la procedura d'infrazione aperta sul caso. Mercoledi' tocchera' ai commissari dare il via libera "a livello informale, mentre il 6 maggio la decisione verra' finalizzata", ha aggiunto una fonte vicina al dossier, secondo quanto rivelato dalla AdnKronos.
L'Italia in questa fase non rischia ancora l'imposizione di multe, che potrebbero invece scattare se vi fosse, eventualmente, una condanna della Corte e relativo inadempimento.
Il caso dei rifiuti in Campania e' da tempo sotto la lente Ue. La Commissione ha inviato all'Italia una prima lettera di richiamo a giugno dello scorso anno, a cui il governo ha reagito adottando un decreto legge che, tra le varie misure di emergenza, prevede l'apertura di quattro nuove discariche. Ma il dl offre una soluzione parziale, mancando "un approccio sistematico e a lungo termine alla soluzione di una crisi imputabile all'incapacita' sistematica delle autorita' italiane di creare una rete adeguata di impianti di smaltimento dei rifiuti in Campania" ha affermato l'esecutivo Ue in quell'occasione, accusando l'Italia di violazione della direttiva quadro Ue sui rifiuti.
Alla luce della risposta del governo alla prima lettera e delle riunioni con le autorita' italiane, tra cui una visita in Campania di funzionari della Direzione generale dell'Ambiente per verificare la situazione in loco, a ottobre la Commissione ha deciso di portare avanti la procedura, inviando una nuova lettera di messa in mora in cui, in aggiunta alle carenze gia' segnalate, si sottolineava anche la mancanza in Campania del piano di gestione dei rifiuti previsto dalla direttiva. "Il piano di gestione dei rifiuti della regione e' stato adottato piu' di dieci anni fa, ma mai correttamente applicato" ha attaccato Bruxelles in quell'occasione.
A quel punto sono stati adottati dei nuovi provvedimenti d'urgenza contenuti in un'ordinanza adottata dal governo italiano l'11 gennaio 2008, ma secondo la Commissione non offrivanoancora "una soluzione a lungo termine per assicurare una gestione di rifiuti in Campania conforme alla normativa comunitaria".
A causa del persistere della crisi e dei problemi che essa provoca alla salute umana, l'esecutivo Ue il 30 gennaio scorso, "pur salutando gli sforzi delle autorita' italiane per risolvere la crisi" ha deciso di proseguire con l'iter legale contro Roma inviando un parere motivato, che precede il deferimento davanti ai giudici di Lussemburgo atteso per il 6 maggio (AdnKronos).
29 / 04 / 2008