Rinnovo della giunta comunale e ipotesi Bertolaso, mentre lo smaltimento dei rifiuti si blocca di nuovo
Cambio di poltrone nella giunta comunale. Situazione rifiuti ancora critica. Rimane in sospeso l’ipotesi di un ritorno di Guido Bertolaso, come sottosegretario ai rifiuti del nuovo governo Berlusconi. E a Chiaiano gli abitanti continuano la protesta, cercando di mantenere alta l’opposizione alla nuova discarica, e di smarcandosi dall'etichetta di semplici “teste calde”…
"La nuova giunta comunale e' la risposta all'esigenza di produrre un'accelerazione di passo per corrispondere sempre meglio ai bisogni di Napoli". Lo ha detto venerdì il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino dopo avere resa nota la nuova giunta comunale da lei presieduta. "I nuovi innesti in giunta sono stati da me individuati esclusivamente per le loro competenze -ha proseguito il sindaco- e senza alcun vincolo di appartenenza politica, dando spazio alla societa' civile ed al mondo della cultura. Ho deciso pensando a quello che oggi e' utile a Napoli per dare nuova spinta e rinnovata energia positiva alla giunta. E, come sempre nella mia storia politica ho proceduto in questi giorni ascoltando, riflettendo e poi decidendo da sola ed in autonomia".
L'ex ministro della Giustizia, Luigi Scotti, è uno dei cinque nuovi assessori della giunta comunale di Napoli. E sarà, secondo le intenzioni del primo cittadino, il custode della legalità dell'attività amministrativa, essendogli state conferite le deleghe relative a Legalità, Trasparenza, Tutela del cittadino dal racket e dall'usura, gare di appalto, contratti, avvocatura, piano delle consulenze, polizia urbana, polizia amministrativa.
Insieme a lui sono entrati in giunta Agostino Nuzzolo, docente di Pianificazione dei trasporti all'Università di studi di Roma Tor Vergata, Mario Raffa, docente di Ingegneria economico gestionale all'Università di Napoli Federico II, Luigi Imperlino, avvocato e Gioia Rispoli, docente di Letteratura Greca all'Università di Napoli. Mentre al loro posto escono gli assessori Dolores Madaro, Donata Rizzo D'Abundo, Elisabetta Gambardella, Giuseppe Gambale e Bruno Terracciano.
A Nuzzolo vengono trasferite alcune delle deleghe dell'assessore Gennaro Mola che si dovrà occupare in maniera esclusiva del problema rifiuti – nonostante il disastro di questi mesi potrebbe aver creato qualche dubbio sulle sue competenze in materia.
A Mario Raffa vanno invece Sviluppo, Commercio fisso e ambulante, artigianato, mercati, politiche del personale, lavoro, rapporti con i sindacati, formazione professionale, e stabilizzazione degli lsu. E anche a Raffa toccano alcune deleghe che erano fino ad ora di un altro assessore, Nicola Oddati, che dovrà concentrare la sua attenzione sul Piano strategico di sviluppo, sulla cultura e soprattutto sul Forum delle culture in programma a Napoli nel 2013.
Luigi Imperlino è invece il nuovo assessore al Decoro e all'Arredo urbano, alla Pubblica illuminazione mentre Gioia Rispoli si occuperà di Pubblica istruzione ed edilizia scolastica.
“Una giunta più tecnica, con meno partiti”, come ha spiegato la Iervolino. Escono infatti sia l'Udeur che il Pdci, che aveva in esecutivo la Madaro e che aveva proposto un candidato diverso da Scotti, scelto dalla Iervolino.
Nel frattempo rimane sospesa l’ipotesi della nomina di Bertolaso come sottosegretario ai rifiuti nell’ambito del nuovo governo Berlusconi. “Guido Bertolaso sarà esperto di tutto, di rifiuti certo no”. Questa l’opinione dell’assessore campano all’ambiente Walter Ganapini sull’eventualità della nomina del capo della Protezione civile a sottosegretario con delega all'emergenza rifiuti. Ma la decisione non spetterà di certo a lui. Sarebbe certo però singolare che Bertolaso, uscito di scena anche in seguito agli scontri con l’allora ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio sulle discariche nel salernitano, rientrasse della finestra grazie alla stima che ha di lui il presidente Berlusconi.
La situazione dei rifiuti in città e in provincia nel frattempo comincia ad essere di nuovo grave, con l’aiuto del caldo. Per protestare contro i cumuli di spazzatura e l’odore insopportabile che sprigionano, una cinquantina di famiglie di San Giovanni a Teduccio, quartiere orientale di Napoli, hanno occupato i binari della ferrovia nel tardo pomeriggio. Solo poco dopo le 20.30 la polizia ha convinto i manifestanti, soprattutto donne e bambini a liberare i binari della ferrovia. Ma non è da escludere che la gente del quartiere possa scenda di nuovo in strada a protestare nel caso in cui l'Asia continui a non rimuovere i cumoli di spazzatura. Ma la raccolta è bloccata, e il Commissariato ha fatto sapere che sarà temporaneamente "impossibile", almeno nelle prossime 24-36 ore, sversare i rifiuti di Napoli e provincia, a causa saturazione o chiusura temporanea degli impianti. Neanche i treni Ecolog per la Germania sono potuti partire ieri, visto che la quota settimanale di vagoni prevista dalle Ferrovie era ormai esaurita.
Continua il braccio di ferro su Chiaiano, e ormai neanche il Commissariato ai rifiuti difende la scelta del sito, impuntandone la responsabilità agli enti locali. «Noi abbiamo accettato volentieri la richiesta che ci è stata fatta di collaborare con i nostri ingegneri e le nostre strutture all´apertura del sito che è stato scelto dalla comunità e dalle amministrazioni locali. Noi abbiamo messo solo a disposizione ingegneri e strutture: non dipende da noi la scelta, dipende dalla città di Napoli», ha detto due giorni fa Franco Giannini, vice commissario per l´emergenza rifiuti in Campania, a margine della presentazione di un progetto per la differenziata voluto da Confindustria Campania.
L´accordo con Conai (Consorzio nazionale imballaggi), per normalizzare il ciclo dei rifiuti, e la Federcampania prevede una serie di iniziative sottoscritte dagli industriali per portare avanti corsi di formazione e seminari per educare giovani e cittadini alla differenziata. Ma non è chiaro quale sarà l’impegno preso dalle singole industrie in materia di differenziazione dei rifiuti, e soprattutto sembra ancora mancare un’idea di necessaria di riduzione degli imballi a monte della produzione. Oltre che a valle, ad opera dei privati cittadini. “Lo sforzo dei cittadini porta risultati virtuosi. Ma bisogna tornare a una gestione ordinaria. La differenziata è precondizione, e deve andare avanti anche se la raccolta normale si ferma” – spiega Giancarlo Longhi, direttore generale del Consorzio. “Perciò, a mio avviso, l´Asìa dovrebbe creare due strutture separate. Se la differenziata sugli imballaggi - prosegue Longhi - arrivasse non dico tanto al 15 per cento, alla Campania andrebbero 60 milioni di euro all´anno, e con quello che si risparmia per non mandare rifiuti al cdr salgono a 100. Immaginate quanti impianti si potrebbero costruire”.
A Chiaiano intanto continuano i blocchi e il presidio permanente; ogni giorno alle ore 18.00 si organizza un' assemblea cittadina con relativa manifestazione. ”E’ una situazione che crea disagio un po' a tutti ma, a nostro avviso, e' l'unico modo per avere attenzione e per far capire la nostra decisa volonta' di dire NO alla discarica!”, si legge sul sito promosso da alcuni membri del Comitato, http://xoomer.alice.it/rifiutiallecave.
Dopo la firma dell’ordinanza di Prodi, denuncia il Comitato, “è stato disposto l'esproprio di ben 10 abitazioni-terreni confinanti la cava e si e' pensato al possibile ingresso delle ruspe per l'inizio dei lavori anche dal versante dei Camaldoli. C'e' un clima pesante e gli enti di informazione sembrano non rendersene conto, qui non si tratta di "ronde di teste calde" (definizione del direttore del Mattino, alla trasmissione Exit, su La7, il 5 maggio) ma di tutti i cittadini che Non vogliono la discarica!!!”.Una parte degli abitanti del quartiere ormai ha difficoltà a tollerare le limitazioni che derivano dai blocchi alle auto e ai presidi permanenti. Ma i membri del Comitato e i rappresentanti istituzionali che supportano la protesta invitano a “non arrendersi”, ricordando i pericoli per le falde acquifere di tutta la città e per l’inquinamento dell’area che avrebbe dovuto diventare parco, se la discarica divenisse operativa; un’area che è stata prescelta come discarica per sopperire alle incapacità gestionali in tema di rifiuti che gli enti locali e nazionali hanno dimostrato finora, non riuscendo peraltro a proporre ancora ad oggi nient’altro che inceneritori e discariche per superare una crisi che rischia si sta aggravando nuovamente.
11 / 05 / 2008