Scontri per le nuove discariche, le vecchie riconosciute come non adeguate
Stamattina centinaia di disoccupati organizzati hanno occupato poco dopo le ore 10:30 i binari della stazione centrale di Napoli, bloccando tutte le partenze e gli arrivi. Il Coordinamento di lotta per il lavoro, l'Unione disoccupati organizzati, il corsisti di Acerra e gli operatori socio sanitari protestano contro rifiuti, disoccupazione ed emergenza sanitaria.
Ma rimane ancora l'eco della protesta dell'altro ieri contro l’apertura della discarica di Savignano, in Irpiania: un blocco stradale e un sit-in sulla linea ferroviaria Caserta-Foggia, degenerati in scontro violento dopo le cariche della polizia. 18 i feriti, compresi gli agenti contusi.
I primi scontri erano avenuti intorno alle 10.30 a Pustarza, Savignano Irpino. Per rimuovere il blocco stradale al bivio Villanova del Battista la polizia carica e cadono a terra uomini e donne, alcuni riportano evidenti ferite alle testa, contusioni e sospette fratture. Il bilancio ufficiale è di 12 persone ferite. Tra questi, alcuni anziani, un giornalista e cinque poliziotti. Una persona viene fermata per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Tra le manganellate, urla e proteste. E il filmato degli scontri finisce anche su YouTube (http://www.youtube.com/watch?v=Og1LWPVvVFk).
In serata, secondo episodio a Grottaminarda: i cittadini battono i pugni sulle auto della polizia, gli agenti che si fermano e partono nuovi scontri, con 6 nuovi contusi.
Già la legge del 2007 prevedeva l´apertura della nuova discarica provinciale a Savignano Irpino. Ed evitare l’apertura della nuova discarica sembra sempre più difficile dopo che il commissario ai rifiuti ha rinunciato all´idea di riaprire quelle vecchie discariche, da Ariano Irpino a Villaricca, da Montesarchio a Lo Uttaro.
Venerdì scorso infatti De Gennaro aveva dichiarato a Repubblica che la decisione di riaprire le vecchie discariche era basata su dati inesatti, che assicuravano la possibilità di sversare in quei siti nuovi rifiuti in tempi veloci e senza problemi. Per poi scoprire, spiega il Commissario che queste condizioni mancavano - come era del resto evidente a buona parte della cittadinanza – riscontrati per lo più “problemi di staticità”.Ulteriore evidenza, se ce ne fosse bisogno, del fatto che le bonifiche sono probabilmente del tutto mancate. E per quanto De Gennaro eviti accuratamente polemiche con l’amministrazione regionale, prende però le distanze dalle inadempienze precedenti .
Nel frattempo, per tempismo o coincidenza, qualche giorno prima il premier uscente Prodi aveva nominato un nuovo commissario alle bonifiche, Massimo Menegozzo, subentrato «con poteri ordinari», ovvero senza ulteriorifondi, al governatore Antonio Bassolino, e ai suoi subcommissari Vanoli e Cesarano.
Non potendo contare sulle vecchie discariche, il commissariato punta quindi tutto su quelle nuove, oltre che sui trasferimenti verso l’estero – già previsti nuovi accordi con la Germania - e in altre discariche italiane. E le discariche nuove dovrebbero essere definitive: quelle previste dall’ultima legge del 2007. Ovvero Savignano Irpino nell´avellinese, Sant´Arcangelo Trimonti nel beneventano, e Terzigno, nel napoletano. Per la prima sono già stati attivati già gli espropri ed esiste già il progetto esecutivo, e sarà attiva tra due mesi; per Sant´Arcangelo oggi partiranno i primi incontri operativi con il presidente della Provincia di Benevento.
Riguardo a Terzigno la responsabile della direzione ambiente dell’Unione Europea, Pia Bucella, ha ribadito che una discarica nel Parco del Vesuvio non sarebbe di sicuro contemplata nelle norme europee. Ma De Gennaro ribadisce, coerentemente dal suo punto di vista, che è una legge dello Stato che autorizza quella discarica. “Ciò detto, verificheremo quale rifiuto o quale tipo di frazione organica mandare a Terzigno”, ha assicurato sempre a Repubblica.
Intanto il turismo è ormai sempre più in ginocchio, come si evidenzia dai cali di prenotazioni delle vacanze pasquali che in alcune zone arrivano a meno 25% rispetto agli anni precedenti. E anche il commercio è in difficoltà, persino i grandi centri commerciali, che si trovano per lo più in zone ancora invase dall'immondizia, tanto che alcuni rischiano la chiusura. Ma c’è anche chi si attiva, per necessità: Auchan rimuove i rifiuti a proprie spese, Ikea organizza un corso per limitarne la produzione.
In città stenta ancora a partire la differenziata. E il neo-assessore regionale Walter Ganapini interviene in modo ritenuto inappropriato dal sindaco Iervolino. “La città è pronta a fare la differenziata”, sostiene Ganapini. “Ma il perno è avere un´azienda all´altezza: o l´Asìa si mette in condizione di servire il territorio oppure si dovrà riflettere se creare una realtà aziendale seria e moderna”.
19 / 02 / 2008