EcodiNapoli - di Viola Sarnelli
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Scuole e università, più di 25.000 in piazza - l'Onda attraversa e blocca Napoli

Anche a Napoli non si ferma la protesta contro gli interventi governativi in materia di università e scuola: i numeri della settimana scorsa vengono non solo bissati ma raddoppiati, con un corteo che attraversa e blocca la città per oltre quattro ore. I partecipanti sono 25.000 secondo la questura, oltre 50.000 secondo gli organizzatori; ma di sicuro il risultato è un corteo lunghissimo e ben organizzato, arricchito da coreografie e travestimenti che accompagnano gli striscioni.

Partito intorno alle 10,30 da piazza Garibaldi, e diretto a piazza Plebiscito, il corteo decide di non seguire il percorso più breve e scontato, e una volta arrivato a via Monteoliveto gira a sinistra verso il porto invece di tirare dritto per piazza Trieste e Trento. L'Onda colorata si riversa tutta su via Acton, e dilaga poi per Santa Lucia e via Chiatamone; a piazza dei Martiri bagna - questa volta concretamente, lanciando palloncini riempiti d'acqua - tutta la facciata della sede dell'Unione Industriali, che a livello nazionale, dicono gli studenti, contribuisce ad indirizzare la politica del governo verso le privatizzazioni. Da piazza dei Martiri riscende verso la Riviera di Chiaia, per poi girare sul lungomare di via Partenope e dirigersi infine al Plebiscito. Tra i 'bersagli' colpiti lungo il percorso, seppure solo simbolicamente con adesivi o nastri di pericolo bianchi e rossi, l'agenzia di lavoro interinale Adecco, la sezione campana della Corte dei conti (perchè "i conti non tornato"), uno sportello bancomat: su ognuno è stato attaccato un cartello giallo con simbolo di pericolo radioattivo e la scritta "Attenzione - generatore di crisi".

Un corteo pieno di coreografie e invenzioni visive, oltre a striscioni vecchi e nuovi. A cominciare alle grandi lettere tridimensionali in cartapesta che aprono il corteo, costruite dai ragazzi di Architettura per comporre un messaggio chiaro quanto essenziale: "NO 133". Subito dietro lo striscione "Ci bloccano il futuro - noi blocchiamo la città". Non può mancare poi il manichino della Gelmini che regge una scatola con su scritto "Vendesi università pubblica". E lo striscione di Scienze, in cui si definisce l'Italia come "bagnata da 3mari, prosciugata da 3Monti, bruciata da Gelmini". La coreografia più azzeccata è probabilmente quella dell'"Italia delle meraviglie", che sotto il cartello riunisce trampolieri vestiti da Stregatto e Cappellaio matto, reinterpretati in chiave politica nazionale, insieme a carte da gioco umane (chi non ricorda quelle di Alice della Disney ?) che insieme ai segni di picche o quadri riportano i numeri delle recenti leggi e decreti in materia di istruzione. Un'intero spezzone del corteo porta invece coloratissimi copricapo di palloncini modellati in varie forme.

Stavolta sono scesi in piazza tutti gli atenei napoletani: oltre a tutte le Facoltà di Federico II e Orientale c'è anche la Partenope ("Prima Navale, ora Partenope...e mò? stiamo affondando!" recita lo striscione), la Seconda Università ("Cogito ergo Sun...in protesta") e persino il Suor Orsola ("pure le monache si sono rotte...."). Moltissimi anche gli studenti provenienti da licei e istituti professionali di tutta Napoli e provincia. C'è uno striscione che ricorda a Berlusconi che "se hai i capelli lo devi alla ricerca". E un'altro che, invertendo il motto di Obama, intima alla Gelmini: "No, you can't!". Diversi studenti hanno il cartello "vendesi" al collo. E il corteo lascia dietro di se delle impronte colorate di libri e di piedi impressi velocemente per terra con mascherine e bombolette. Ma tra tutti gli slogan pronunciati e scritti, quello che rimane più efficace e universale è sempre quello che, come in tutta Italia, ribadisce: "noi la crisi non la paghiamo".
Unica nota stonata, in una giornata di mobilitazione euforica e sicuramente non comune, è proprio la colonna sonora, diffusa dagli altoparlanti del furgone che apre il corteo, che sul finire della manifestazione si affida canzoni importanti - da Contessa a Cohiba, da Bella Ciao a Curre Curre Guagliò - ma sature di significati legati ad altri momenti sociali e politici. Perchè se la forza di questo movimento ampio e trasversale è proprio la sua diversità rispetto a quelli che lo hanno preceduto, basta invece davvero poco per ritrovarsi addosso etichette controproducenti. Per un movimento nuovo, ci vuole musica nuova. O almeno un pò meno usata.

Prossimo appuntamento per studenti, ricercatori e docenti è il 14 a Roma. Anche molte Facoltà cittadine hanno aderito formalmente alla mobilitazione nazionale, e interromperanno la didattica per partecipare allo sciopero generale.
Nel frattempo continuano assemblee, corsi "alternativi" in sede o all'aperto, concordati o meno con i docenti, e gruppi di studio per contrastare le politiche governative e rilanciare un'idea finalmente più ambiziosa di istruzione pubblica - "siamo noi l'opposizione a questo governo", hanno scandito gli studenti oggi.

07 / 11 / 2008

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